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L’Italia occupa la terzultima posizione tra i paesi europei per il tasso di disoccupazione giovanile. Percentuale che, a dicembre 2020 era salita al 29,7%. Ben oltre la media della Ue del 17,8%. Il nostro tasso di disoccupazione under 25 è quasi 5 volte quello della Germania (6,1%). Eppure nel Piano italiano di Ripresa e Resilienza (Pnrr), la percentuale di investimenti rivolti a vario titolo alle politiche giovanili (7,28%) è inferiore a quella del governo tedesco che ammonta al 9,5%. Spendiamo anche meno della Spagna la cui percentuale dedicata ai giovani è del 11,7%.

Sicuramente uno dei principali banchi di prova del Governo Draghi consisterà nella capacità di riprogettare il Recovery Plan. Le considerazioni politiche partono da un’analisi comparata con altri Paesi europei, che individua diverse carenze nella bozza del precedente governo sul fronte delle politiche per le future generazioni. E indica alcune linee guida utili a cogliere le sollecitazioni delle istituzioni europee.

Draghi e l’attenzione ai giovani: sarà reale?

Nelle discorso del suo insediamento il Premier Mario Draghi ha fatto un riferimento alle “risorse straordinarie” del programma europeo Next Generation Eu. Aggiungendo subito dopo: “Abbiamo l’occasione di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni”. Si tratta dell’ennesima conferma di un’attenzione che Draghi ha sempre dedicato al tema dei giovani e dell’importanza del loro capitale umano per una società che abbia per obiettivo lo sviluppo, non solo economico.

Adesso bisogna capire se i suoi proclami corrisponderanno ad un impegno concreto in tale direzione.


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I giovani italiani e le eredità dei precedenti governi

Per compiere una valutazione preliminare dell’operato dell’attuale esecutivo, occorre innanzitutto ribadire che gran parte delle risorse europee saranno comunque ottenuta “a debito”. Appesantendo un fardello debitorio non indifferente che già grava sulle spalle delle future generazioni. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, il debito pubblico dell’Italia è salito dal 134,6% del Pil nel 2019 al 157,5% del 2020. Quest’anno crescerà ancora arrivando a toccare il 159,7%. Facendo anche peggio delle stime dello scorso ottobre dello stesso Fmi.

Vi ricordiamo che la bozza del Piano italiano di Ripresa e Resilienza (PNRR), varata il 12 gennaio 2021 dal Governo Conte II, non teneva in dovuta considerazione l’obiettivo delle politiche giovanili. Tale bozza è stata elaborata prima della pubblicazione della versione aggiornata delle linee guida predisposte da Bruxelles il successivo 22 gennaio e prima dell’approvazione del Regolamento (UE) 2021/241 del 12 febbraio 2021 che ha disciplinato il nuovo dispositivo di Ripresa e Resilienza.

Le risorse finanziarie alle politiche giovanili

Per valutare la concretezza di un eventuale e auspicabile cambio di rotta del Governo Draghi su Next Generation Eu sarà bene guardare alle voci di spesa associate a ogni capitolo del PNRR. In particolare sulle politiche giovanili, al di là delle promesse retoriche e di una necessaria riformulazione contenutistica del PNRR, .

A che punto siamo oggi? Da alcune stime elaborate dall’Osservatorio sulle Politiche giovanili, emerge che le risorse dedicate ai giovani all’interno della bozza del PNRR del precedente esecutivo siano pari a 16,31 miliardi di euro. Di questi, 15,52 miliardi a valere sul Recovery and Resilience Plan e 0,79 miliardi sul fondo REACT-EU.

L‘incidenza di tali risorse sulla dotazione complessiva di Next Generation EU – prevista nella bozza PNRR di gennaio a 223,91 miliardi di euro, è pari al 7,28%. In queste risorse, a saldi complessivi invariati, la Proposta del Consiglio Nazionale Giovani (CNG) è di includere anche quote di impegno stimate, per interventi specifici da destinare ai giovani, pari a 12,41 miliardi, rilevabili nelle missioni 1, 4, 5 e 6 “Salute”. Le risorse di Next Generation Eu da destinare ai giovani raggiungerebbero così 28,72 miliardi di euro. 

Il CNG è l’organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le Istituzioni per ogni confronto sulle politiche che riguardano il mondo giovanile, istituito con la legge n. 145/2018.

La proposta del Consiglio Nazionale Giovani

Sulla base dell’attuale bozza di PNRR, dunque, l’Italia scivolerebbe dietro la Germania. Nonostante per i tedeschi la situazione giovanile sia ben più rosea che da noi. Ipotizzando invece che il governo faccia propria la proposta del Consiglio Nazionale Giovani, l’Italia tornerebbe in linea con la Spagna. Paese che condivide con il nostro un alto tasso di disoccupazione giovanile e una significativa presenza di Neet (giovani che non studiano né lavorano).

Per compiere una valutazione maggiormente ponderata e realistica dell’efficacia del PNRR, si possono inoltre mettere in relazione le risorse stanziate da una parte e la condizione giovanile nei vari Paesi dall’altra.

Come si può vedere nella figura 2, i Paesi virtuosi (come la Germania) si posizionano nel quadrante II in altro a sinistra (risorse proporzionate al basso tasso di disoccupazione giovanile), mentre nel quadrante IV (risorse non proporzionate al tasso di disoccupazione giovanile) si collocano i Paesi meno virtuosi (Italia e Grecia). Adottando la proposta del Consiglio Nazionale Giovani, invece, il nostro Paese andrebbe a posizionarsi nel quadrante I con la Spagna (paesi virtuosi con risorse proporzionate all’alto tasso di disoccupazione giovanile).

fonte grafico: Sky tg 24

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Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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