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Il narratore della cultura siciliana si butta nell’investigazione sui furbetti dei vaccini. Così Salvo Piparo, celebre con le sue cronache dello Scordabolario, ha aggiunto un altro tassello comico su un argomento che ancora oggi riempie le cronache nazionali e quelle cittadine.

Nel video ironico parte la chiamata e una voce dall’altra parte dice: “Pronto?”. E lui, Salvo Piparo, con una voce camuffata, per non farsi scoprire: “L’ho chiamata per chiedere qualcosa sul vaccino. Quello a sgarrubbo“. Il riferimento ovviamente è puramente casuale ai furbetti.

La persona al telefono ci gira poco attorno: “Noi facciamo le infiltrazioni. Non perdiamo tempo”. A questo punto dato che il tempo corre e non se ne può perdere, Salvo Piparo va dritto al sodo: “Quanto mi verrebbe questo vaccino infiltrato?”.

L’ironico video di Salvo Piparo

Anche se prima colui che potrebbe procurare il vaccino dichiara.: “Come lo deve pagare?”. E Piparo risponde: “Con il reddito di cittadinanza. C’è qualche problema?”. La paura viene al futuro furbetto del vaccino.

L’interlocutore dice: “Con il reddito di cittadinanza si può fare solo quella allungata”. E Salvo Piparo dice: “In che senso?”. Allungata in pratica vuol dire con la bustina. Ma il cittadino furbetto, rappresentato dal narratore siciliano, vuole che tutto si risolva subito. Il Covid, come a tutti, gli sta togliendo troppo. Anzi tutto. Così dice:”Io me ne devo liberare da questo Covid”.

“Se pago in contatti cambia qualcosa?”. In quel caso ci sarebbe il vaccino orignale. Quello che molti desiderano inniettarsi per allontare il pericolo del Covid. Nel caso in cui Salvo Piparo pagasse in contatti la soluzione ci sarebbe “subito subito”. Basterà un semplice scocchio di dita.

In 24h tutto sarà risolto. Ma solo per lui, sua moglie no. Insomma l’ironia regna sovrana nel quadro surrealistico rappresentato da Salvo Piraro, che poi così tanto finto non sembra.

Clicca qui per vedere il video


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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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