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Nuove proposte arrivano per il prossimo ritorno a scuola dal Ministero dell’Istruzione e da Lucia Azzolina. Il comparto Istruzione conta di inserire nel prossimo Decreto Ristori anche dei fondi indirizzati alla scuola. Nello specifico, sarebbero previsti almeno 250 milioni di euro dedicati a sostenere tre interventi:

  • corsi di recupero per gli apprendimenti persi a causa di troppa Dad;
  • istituire la corsia preferenziale per i tamponi agli studenti e ai docenti citata dall’intesa pre-natalizia con i governatori;
  • incrementare il supporto psicologico ai ragazzi provati dall’emergenza-Covid.

Questi ingenti fondi, spiega Il Sole 24 ore, andrebbero a sommarsi ai primi 5 milioni inseriti nel precedente Decreto Ristori, convertito in legge prima di Natale, con il volere dell’Azzolina.

Questi aiuti infatti si inseriscono all’interno di un quadro allarmante. Secondo l’indagine del Centro Studi del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop) 6 studenti su 10 vogliono la scuola in presenza. In modo particolare, si legge nelle agenzie, il 63% dei ragazzi fra 14 e 19 anni tiene “molto” alla didattica in presenza. Oltre il 54% ne soffre “molto” la mancanza. La scuola è associata a socialità, crescita, confronto, mentre le lezioni a distanza a fatica, stress, noia. Infine si registra anche un sensibile calo della “fedeltà” alla partecipazione alle lezioni a distanza: l’86% dei giovani intervistati dichiara infatti di aver seguito tutte le lezioni a distanza durante il lockdown, mentre ora la quota scende al 70%.

L’allarme degli psicologi al Ministro Azzolina


E quindi, come riportato da TecnicadellaScuola, è stata la stessa Ministra Azzolina a rispondere a questi preoccupanti dati: “Ringrazio il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi per lo studio realizzato. Sono dati che devono farci riflettere e guidare il nostro operato. Uno spaccato di come i nostri ragazzi stanno vivendo questo momento. In questi mesi abbiamo dato alle scuole risorse per promuovere attività di sostegno psicologico. Un modo per fare fronte a situazioni di insicurezza, stress, ma anche paura e tristezza fra gli studenti e il personale. Porteremo avanti questo tipo di attività, in collaborazione con l’Ordine degli psicologi. Anzi, le rafforzeremo. Non possiamo infatti assolutamente sottovalutare gli aspetti psicologici di questa crisi e che cosa voglia dire, per i nostri giovani, la prolungata mancanza di una socialità sana, come quella che si vive a scuola”.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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