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La guardia di finanza di Messina ha scoperto irregolarità nelle domande presentate per ottenere il sussidio, e altri benefici come il sostegno all’affitto e il buono baby sitter, nella città dello Stretto e in tutta la provincia, in occasione dell’emergenza Covid.

Gli interventi socio-assistenziali erano stati messi a disposizione dai Comuni attraverso gli strumenti dell’autocertificazione e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà: i beneficiari, in questo modo, affermano di trovarsi nelle condizioni previste dalla legge per accedere ai bonus. Gli accertamenti disposti dalle fiamme gialle su tremila domande dall’inizio della pandemia, però, hanno evidenziato che diverse famiglie percepivano forme di sostegno economico tra loro incompatibili.


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Il danno economico per le casse dello Stato è di 37mila euro, su un totale di aiuti di Stato pari a 150mila euro. L’accusa è di avere indicato dei dati falsi o di avere omesso altre informazioni nelle autocertificazioni. Dei 260 percettori indebiti, 40 sono stati denunciati alle procure di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, mentre i rimanenti 220 sono stati segnalati alle varie autorità che faranno scattare soltanto delle sanzioni amministrative. Avviati anche il recupero delle somme erogate e la decadenza dagli elenchi dei beneficiari dei sussidi. 

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