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Il rapporto dell‘Istituto superiore della Sanità (ISS) presenta una panoramica relativa all’ambito della sanificazione di superfici e ambienti interni non sanitari per la prevenzione della diffusione dell’infezione COVID-19.

Le indicazioni si basano sulle evidenze, a oggi disponibili, relativamente alla trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, della sopravvivenza del virus su diverse superfici e dell’efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanificazione dei locali.

Le indicazioni, suggerite dall’Istituto superiore della sanità, considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo. Il documento include anche indicazioni sul trattamento del tessile da effettuarsi in loco (sia abbigliamento in prova che superfici non dure quali arredi imbottiti, tendaggi, ecc). Il rapporto precisa i termini usati nell’ambito della disinfezione chiarendo la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente.

Negli ambienti pubblici come i negozi non è necessario usare disinfettanti su tutte le superfici al fine di ridurre il rischio di trasmissione da Covid-19 in quanto la pulizia frequente e approfondita con acqua e detergenti neutri è generalmente sufficiente. Al contrario, la disinfezione, con prodotti disinfettanti non professionali comunemente reperibili, va riservata a quelle zone e/o superfici frequentemente toccate dai clienti, come maniglie, corrimani, piani di appoggio, superfici nelle cabine di prova, sistemi di pagamento, schermi touch o tastiere

Le indicazioni principali per le procedure di sanificazione sono contenute nel rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento” (ISS COVID-19 n. 25/2020; Versione del 15 maggio 2020) pubblicato dall’ISS a cura del Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19, che contiene anche un focus sui negozi di abbigliamento.

Il rapporto ricorda che le linee guida del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Europeo (European Centre for Prevention and Disease; ECDC), di quello Statunitense (Centers for Disease and Control; CDC) e dell’OMS indicano che la pulizia con acqua e normali detergenti neutri, associata all’utilizzo di comuni prodotti disinfettanti, è sufficiente per la decontaminazione delle superfici eventualmente contaminate. In generale, è stato dimostrato che disinfettanti a base di alcoli [ad es. etanolo, propan-2-olo, propan-1-olo], ipoclorito di sodio (0,1%) o sali di ammonio quaternario, sono tra i principi attivi, ma non i soli, in grado di ridurre significativamente il numero di virus dotati di “involucro” come il SARS-CoV-2.

Durante le operazioni di pulizia/disinfezione i prodotti non vanno mai miscelati tra loro, poiché si potrebbero innescare reazioni chimiche a seguito delle quali si possono generare sostanze pericolose. Dopo aver letto attentamente le etichette e le schede di sicurezza che accompagnano i prodotti, nelle operazioni di disinfezione nei locali è necessario indossare semplici dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti e maschere. La pulizia deve avvenire con frequenza almeno giornaliera. Oltre alla pulizia accurata è importante rinnovare frequentemente l’aria all’interno dell’ambiente.

“Per quanto riguarda i dispositivi di protezione – sottolinea il direttore del Centro Nazionale Sostanze Chimiche dell’ISS dott.ssa Rosa Draisci – sarebbe meglio che il cliente entrasse nel negozio senza guanti, utilizzando invece quelli monouso forniti dall’esercente, per essere sicuri che siano puliti”.

Il rapporto ISS contiene anche un vademecum sulla sanificazione, oltre ad un glossario che chiarisce i termini usati nell’ambito della sanificazione, in particolare la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante/detergente per l’ambiente.

La procedura per la sanificazione inoltre è spiegata in maniera visuale in un albero decisionale.

Focus sull’abbigliamento

Per i clienti, la disinfezione delle mani in entrata e in uscita, l’utilizzo della mascherina e dei guanti in entrata e il divieto di provare gli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) rappresentano un valido strumento per limitare la probabilità di eventuale contaminazione degli indumenti.

II rispetto delle buone prassi previste per il comportamento delle persone e la pulizia (sanificazione) periodica dei locali limiterebbero la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.

Il commerciante, non deve mettere a disposizione i capi provati nella stessa giornata e lasciarli in ambiente ventilato e comunque non umido, potrebbe rappresentare una ulteriore precauzione.

Per sanificare gli indumenti provati evitare i prodotti chimici che possono danneggiare i capi e, se ritenuto necessario, impiegare un produttore di “vapore secco”, da usare in locali ventilati e separati dai camerini di prova e dagli ambienti frequentati.

Il calore del “vapore secco” è efficace conto i virus in circa 30 minuti, anche se i tempi potrebbero essere superiori per i capi che presentano cuciture, pieghe e risvolti.

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