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Non è uno scherzo! Grazie infatti all’app Too good to go (Tgtg), nata nel 2015 in Danimarca e oggi arrivata in molte città italiane, è possibile acquistare prodotti che magari stanno per essere tolti dagli scaffali, perché stanno per scadere o semplicemente perché poco richiesti, o con un numero alto di giacenza in magazzino e allora che si fa? Si aiuta il negoziante a liberarsene e all’acquirente a risparmiare, il tutto evitando gli sprechi alimentari.

Desidereresti acquistare una famosa e lussuriosa scatola di cioccolatini ma il prezzo in vetrina è di 25€? Non temere, potresti avere l’occasione di acquistarla anche a 9€.

Too good to go. “Troppo buono per essere buttato”

L’app, che letteralmente gioca sull’evitare lo spreco, è una sorta di sharing economy potremmo dire e sta già prendendo campo in molte città italiane, soprattutto a Milano dove il covid ha costretto molti negozianti alla quasi chiusura e piuttosto che cedere alle inevitabili conseguenze della pandemia, si sono invece rimboccati le maniche lanciandosi in questa forma di negoziazione con i consumatori desiderosi invece di risparmiare.

Come si diventa “accaparratori di offerte” o waste warrior?

Un esercito di cacciatori di affarucci: questo è quello che vuol dire diventare waste warrior.

Basta scaricare l’app, individuare opportunità, cliccare, comprare la magica box misteriosa e ritirare direttamente nel punto vendita. Lo sconto applicato all’articolo va dal 30 al 50 per cento rispetto al suo prezzo originale.

Mettendo in vetrina a prezzi contenuti una box misteriosa, il venditore alimenta comunque e in qualsiasi condizione, anche critica come quella che stiamo vivendo, la grande catena economica che muove il mercato alimentare.

L’app Too good to go in pieno Covid cresce

“Dopo il lockdown molti piccoli commercianti si sono trovati a dover decidere se aprire o no – spiega Eugenio Sapora, responsabile in Italia dell’azienda – Too good to go ha consentito a molti di evitare sprechi, garantirsi un minimo di marginalità, e spesso anche di allargare la clientela”.

In Italia infatti tra il marzo 2019 e la fine del 2020, l’app “Too good to go” è letteralmente cresciuta passando da zero a quasi due milioni di iscritti, per 6.500 punti vendita aderenti in tutto il paese e circa un milione e mezzo di magic box vendute.

Questi numeri dimostrano probabilmente, anche a dispetto di chi non crede nel potere “antispreco” di questa app, che in fondo la volontà di rimettere in moto l’economia del nostro paese c’è e parte non tanto dal governo, ma dal singolo cittadino, consumatore abituale, attento anche agli sprechi e volenteroso di riportare a galla, anche con il suo minimo, personale contributo, le piccole e medie imprese del nostro Paese.  Solo facendo la nostra modesta parte, le cose possono pian piano tornare alla normalità.

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