Home

Tra un paio d’anni, potremmo ricevere un unico vaccino che ci proteggerà sia dall’influenza che dal virus Sars-CoV2. A dichiararlo è Andrea Carfi, a capo della ricerca sulle malattie infettive di Moderna, in un’intervista su Repubblica.

Vaccino antinfluenzale e anti-Covid

Il nostro obiettivo è mettere a punto un unico vaccino contro l’influenza e il coronavirus”, con queste esatte parole il Dott. Andrea Carfi annuncia la possibilità di un unico vaccino antinfluenzale e anti-Covid. E su a che punto sia giunta la sperimentazione, dichiara: “Ci sono però ancora i test da completare, le autorizzazioni da ottenere. Metterei in preventivo uno o due anni“. Carfi, a capo della ricerca sulle malattie infettive di Moderna, è anche il coordinatore del team di scienziati che ha messo a punto il vaccino contro il Coronavirus.

La sperimentazione

La sperimentazione si basa su campioni di sangue, prelevati da vaccinati, messi a contatto con nuovi ceppi di virus. “L’efficacia contro il coronavirus è incoraggiante. Abbiamo un ventaglio di malattie da affrontare, dall’Hiv al virus respiratorio sinciziale che mette in pericolo i neonati. A breve partiranno i test clinici per il vaccino contro l’influenza”. Carfi, inoltre, riguardo la formulazione del vaccino anti-Covid Moderna precisa che l’Rna permette di aggiornarlo rapidamente ai nuovi ceppi, così da aumentarne l’efficacia rispetto all’attuale.


Leggi anche: Vaccini, dal 10 giugno via libera alle somministrazioni per tutte le fasce d’età


Vaccino Moderna anche per i più piccoli

Sulla somministrazione del vaccino anti-Covid Moderna, Andrea Carfi annuncia che l’azienda sta per presentare formale richiesta alle agenzie regolatorie europee e statunitensi per la fascia d’età dai 12 ai 18 anni. “Abbiamo completato gli studi del vaccino sugli adolescenti e ora andiamo avanti con i test sui bambini. Procedendo a ritroso con l’età, arriveremo fino ai sei mesi”.

“Terza dose? Sì ma ridotta”

A proposito dei prossimi richiami circa il vaccino anti-Covid, facendo riferimento ad una terza dose nel mese autunnale, l’esperto spiega: “Al momento pensiamo a una terza somministrazione, ma con un dosaggio ridotto rispetto alle prime due. Da 100 microgrammi possiamo passare a 50 o 20”.  Carfi, inoltre, non esclude la combinazione di vaccini differenti, che in base agli ultimi dati clinici sembra esser la soluzione migliore.

zone rosse

Ultim’ora, altre due Zone rosse in Sicilia: allarme contagi nei comuni del Palermitano

Condividi

Post correlati

A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata