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Unipa, Roberta si laurea subito dopo essere diventata mamma: “Una sfida per due”

Sommare due gioie, che si collegano e riempiono l’anima. È questo quello che Roberta Scalici, neolaureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Palermo, racconta con enfasi e stupore. La studentessa Unipa negli ultimi mesi, dettati dalla pandemia, ha affrontato la nascita della sua primogenita, Alice, e il traguardo agognato da tre anni, ovvero la laurea.

Due sfide ardue che Roberta ha saputo affrontare con maturità e coraggio. “L’arrivo della piccola è stato del tutto inaspettato. Prima del suo arrivo, la mia vita si divideva già tra lavoro e studio. E come si può ben immaginare non era per niente facile riuscire a reggere, figuriamoci con l’arrivo di un bebè. La notizia del suo arrivo ci ha lasciati a bocca aperta, perché appunto avevamo altri progetti in mente”, racconta a Younipa.

Roberta, come ha scoperto che Alice stava arrivando?

“Inizialmente non ero tanto demoralizzata, mi sono detta che sarei riuscita a fare tutto in tempo, visto che avevo 4 materie da dare e il tirocinio. E invece ho riscontrato diverse difficoltà durante questo percorso finale”.

Quanto è complicato studiare durante una gravidanza?

“Studiare in gravidanza è stato più complicato, sia per i cambiamenti fisici, in quanto il corpo si prepara ad ospitare un’altra persona, e sia psicologici per via degli sbalzi d’umore causati dall’incremento ormonale, passando dalla felicità alla tristezza in un attimo. Più andavo avanti e più diventavo consapevole di quanto fosse difficile gestire tutto”.

Ha avuto delle difficoltà nei mesi legati al Covid?

“Molti. Per il tirocinio non riuscivo a trovare una struttura disponibile per poterlo svolgere. Ad aprile ho scoperto che potevo continuare tirocinio da remoto. Mi rendevo conto che il tempo passava velocemente e ancora mi ritrovavo con 2 materie e un tirocinio da svolgere. E in più la tesi doveva essere consegnata entro il 20 luglio e la data presunta del parto era ad agosto. Devo dire che è stata una vera e propria lotta contro il tempo. Ci sono stati giorni di sconforto e paura, soprattutto la paura di non riuscire a portare a termine quello che da sempre ho sognato”.

Chi l’ha supportata?

“In primis il mio compagno. Mi ha portato a vedere sempre il lato positivo di questa situazione. L’arrivo di un bambino è sempre una gioia anche se ci sono tanti fatti da sbrigare e tante responsabilità. Alice è stata un’ottima compagna di studio. Mi incoraggiava sempre con i suoi dolci calcetti”.

Una laurea condivisa in due.

“Con lei ho condiviso un’emozione dietro l’altra, gli esami terminati, la sua nascita ( è stata l’emozione più grande, tutto il resto è passato in secondo piano) e la laurea, che alla fine è stata anche un po’ sua“.


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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”