Università – A causa dell’emergenza coronavirus le Università hanno “chiuso” le proprie porte a migliaia di studenti, costretti dalla pandemia a frequentare lezioni, sostenere esami e laurearsi davanti allo schermo del proprio pc con la cosiddetta modalità online.

Con l’inizio della Fase 2 (4 maggio) alcuni Atenei hanno deciso di riaprire anche se non si parla di vera ripresa dell’attività didattica così come era prima del lockdown, termine, ormai, tanto odiato dagli studenti.

Iniziata la Fase 2 anche per gli Atenei Italiani, a riaprire le porte delle Università sono state solamente biblioteche e laboratori ma solo su prenotazione. Per lezioni, esami e lauree tutto è rimasto invariato invariato. Tranne qualche “rarità” come la Sapienza di Roma che proverà da giugno a svolgere esami e lezioni in presenza ma in piccoli gruppi.

Come precedentemente detto, la Fase 2 anche per le Università è iniziata il 4 maggio e stando a quanto stabilito dal ministero dell’Università terminerà il 31 luglio.

Il quesito che si pongono molti studenti ormai è chiaro e la domanda sorge quasi spontanea: come si comporteranno le università dopo il 31 luglio? Cosa accadrà nella Fase 3?

Università. Cosa succederà nella Fase 3?

Dalla riunione dei Rettori degli Atenei Italiani svoltasi qualche giorno fa in modalità telematica sembra essere arrivata una conclusione che potrebbe anche essere definitiva.

Infatti, i rettori delle Università che si sono riuniti per pianificare congiuntamente il futuro della vita accademica degli studenti italiani sembra che siano arrivati alla conclusione che la suddetta Fase 3 inizierà a settembre 2020 e terminerà non prima del 31 gennaio 2021.

Di conseguenza, sembra proprio che più che un ritorno alla normalità nei prossimi mesi ci sarà “semplicemente” la continuazione della Fase 2.

Università. Ipotesi o probabili indicazioni definitive?

Attenzione, stiamo parlando sempre di ipotesi e di indicazioni ma dalle parole del Presidente della Conferenza dei Rettori (CRUI) e Rettore del Politecnico di Milano Prof. Ferruccio Resta: “Non ci stancheremo mai di sottolineare che l’università è una comunità fatta di menti, di persone e di relazioni”  lasciando intendere che si potrà cambiare idea in qualsiasi momento riattivando la didattica in sede, proprio come era prima e proprio come è nei pensieri più ricorrenti di tanti, tantissimi studenti.

Sembra abbastanza palese, però, dalle dichiarazioni della maggior parte dei Prof. Universitari che almeno fino a conclusione della Fase 3, ovvero 31 gennaio 2021, sarà difficile un ritorno alla normalità, quella normalità che a distanza di mesi studenti e studentesse sembrano quasi aver dimenticato.

Nel mentre, le Università continuano ad attrezzarsi per provare a gestire la didattica mista, che prevede un graduale ritorno in aula, in piccoli gruppi, ma senza abbandonare le attività online e a distanza.

Quindi, stando alle previsioni, si parlerà di attività di didattica “mista” dove le attività a distanza e online faranno parte della vita degli studenti anche a partire dal nuovo anno accademico, settembre/ottobre 2020.

Università. Studenti Fuori Sede

Altro fattore da tenere in considerazione sono gli studenti fuori sede.

Per una struttura come la nostra che ha il 15% di studenti stranieri e il 45% che vengono da fuori Piemonte – ha affermato il Rettore del Politecnico di Torino Prof. Guido Saraccopensare di riavere sicuramente tutti in aula è fantascienza.

Rispetto a quanto detto, per i grandi atenei italiani che accolgono centinaia e centinaia di studenti fuori sede, si presume, allora, che la didattica a distanza e online potrebbe continuare a far parte della vita accademica degli studenti, con buona pace loro, anche per il nuovo anno.    

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