A Timeline, su Sky TG24, il ministro della Salute Roberto Speranza: Una seconda ondata è temuta da tutti gli scienziati del mondo. La storia delle epidemie ci consegna un elemento ricorrente, i decisori politici non possono sottovalutare questa eventualità: dobbiamo farci trovare pronti”.

Insomma, sembra tutto pronto per affrontare una nuova possibile emergenza. Ma lo siamo davvero? Lo eravamo, secondo alcuni, anche a gennaio, quando il COVID-19 sembrava lontano da noi.

Poi sappiamo tutti come è andata. Siamo diventati primi nel mondo per numero di contagi, vittime diffusione dell’epidemia. Le previsioni dell’epoca non furono le più corrette, sicuramente sottostimate.

Le dichiarazioni del Ministro

Le scelte che stiamo facendo, ad esempio che i posti letto in terapia intensiva aumentino del 115%, l’idea di assumere un numero significativo, inedito, di infermieri di quartiere, sono tutte cose che servono esattamente perché siamo preoccupati dall’ipotesi di una seconda ondata.

Oggi, la Croce Rossa Italiana ha effettuato oltre 7300 chiamate per contattare i cittadini scelti per essere i campioni che parteciperanno all’indagine.

Il 25% dei contattati ha risposto positivamente, il 60% ha chiesto di essere ricontattato per vari motivi e il restante 15% ha dichiarato di essere propenso ma di voler ancora fare delle valutazioni.

Da quanto riferito dalla Croce Rossa le regioni che hanno aderito maggiormente sono le Marche e la Sardegna. Più restie invece sono la Campania e la Sicilia.

Le regioni, invece, dove oggi sono stati effettuati i prelievi sono Basilicata, Liguria, Lazio e Trentino Alto-Adige.

Infine, il presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, ha invitato la popolazione a rispondere alle chiamate che iniziano con 06-5110 in quanto questo è il numero della Cri e non una truffa telefonica.

Leggi anche:

Coronavirus. Il Ministro Speranza: “Ritorneremo alla normalità solo quando avremo il vaccino”

Condividi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata