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Il primo weekend di zona gialla a Palermo si è fatto sentire. Nelle scorse ore migliaia e migliaia di palermitani hanno passeggiato tra il Teatro Massimo, il Teatro Politema e tutte le vie limitrofe al centro.

Non solo giovani, ma anche meno giovani hanno animato il centro cittadino. Tutti con addosso mascherine di protezione, o almeno la maggior parte. Ma con una distanza molto labile, che potrebbe far speventare per le prossime settimane.

La stessa fotografia si potrebbe fare a Mondello. Stamattina, una giornata dettata da un buon clima, la situazione era più o meno simile. Il Comune di Palermo e il sindaco Leoluca Orlando lo hanno ribadito: “I palermitani devono avere più paura del virus, e no delle multe“.

La zona gialla non è un libera tutti

Più volte il primo cittadino ha dichiarato che la città in poco tempo potrebbe passare dalla zona gialla a quella arancione, o addiritura ad un lockdown totale che potrebbe essere catastrofico per l’economia cittadina. E per la vita di ciascun cittadino palermitano.

Domenica 21 febbraio le forze dell’ordine hanno potuto fare davvero poco. Al massimo la polizia municipale, accompagnata con i loro vari mezzi, ha pregato i cittadini a non sostare sulle panchine del Teatro Massimo, di Piazza Politeama o di via Libertà. La sosta si può negare, il passaggio no.

Tanto che la gente questo pomeriggio si apprestava a chiedere come mai non agissero contro questo bagno di folla. E la risposta era sempre la stessa: “Noi, non possiamo fare niente“. Comunque gli uomini in divisa hanno potuto bloccare qualche assembramento troppo evidente alla loro vista.

La situazione di stabilità in zona gialla potrebbe ben presto diventare precaria. Il sindaco Orlando sembra già essere disposto a chiedere un lockdown nel caso dovesse avvenire un vertigionoso aumento di cittadini contagiati. Saremo noi i fautori del nostro destino e del nostro colore.


Mondello presa d’assalto nonostante l’ordinanza che limita gli assembramenti: intervengono le forze dell’ordine


Tutta colpa di Ollando


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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