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Una vera e propria casa di riposo degli orrori è stata scoperta a Palermo dalla Guardia di finanza. Gravi le accuse contestate a persone finite tute agli arresti domiciliari: maltrattamento, lesioni personali, violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli indagati sono stati ritenuti responsabili di vessazioni ad angherie sistematiche nei confronti degli ospiti di una casa di riposo.

Decine gli episodi documentati in meno di due mesi, con gli anziani costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura. Nel quadro dell’operazione “Nessuno tocchi i nonnini“, l’ Onlus “I nonnini di Enza” – che gestisce l’attività di assistenza residenziale – è stata sequestrata a titolo preventivo e affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Palermo, al fine di “assicurare la prosecuzione dell’attività con personale qualificato nell’interesse e per la salvaguardia degli ospiti”.

Anziani maltrattati a Palermo

Le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo tutela mercato capitali, avviate grazie alla segnalazione di un’ospite della casa di riposo, si sono sviluppate attraverso intercettazioni che hanno consentito di accertare fin da subito episodi di maltrattamento, fisico e psicologico, ai danni degli anziani. Un vero e proprio regime di vita mortificante ed insostenibile, fatto di continue ingiurie e minacce (“ti prendo a bastonate, t’ammazzo a legnate”, “cosa inutile, prostituta… devi buttare il sangue qua e devi morire”, “tanto se muori che mi interessa”) e violenze fisiche (calci, schiaffi, strattonamenti, intimidazioni per costringere gli anziani a stare seduti).

Il gip, nel valutare il gravissimo quadro probatorio raccolto, ha ritenuto la sussistenza di esigenze cautelari sottolineando che “il ricorso a forme di violenza fisica e morale da parte degli indagati non ha assunto carattere episodico ma costituisce espressione di un consolidato modus operandi contrassegnato dal sistematico ricorso a forme di prevaricazione e sopraffazione nei confronti degli anziani ospiti, spinti fino ad atti di vile aggressione alla loro sfera di integrità fisica, oltre al loro patrimonio morale”.

I titolari della struttura dovranno rispondere, oltre che del mancato rispetto delle prescrizioni dettate dalla normativa anti Covid-19, degli specifici reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro poiché, come emerso nel corso delle indagini, i dipendenti della struttura non facevano uso dei dispositivi individuali di protezione, pur entrando a contatto stretto in un luogo chiuso con soggetti anziani, particolarmente fragili. 

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