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Il Censis ha pubblicato l’annuale classifica delle università italiane. Si tratta ormai di un evento molto atteso che dà la possibilità di capire quali sono gli atenei più validi in Italia. Un ottimo strumento di orientamento per gli studenti che hanno concluso gli studi con diversi indicatori: si prendono in considerazione la valutazione degli atenei in base ai servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, strutture disponibili, comunicazione e servizi digitali, livello di internazionalizzazione. Quest’anno sono state introdotte anche nuove categorie come l’occupabilità dei laureati delle università statali, il grado di soddisfazione per i servizi. L’istruzione universitaria è stata scelta dal 47% dei giovani usciti dalla scuola superiore. I gruppi disciplinari economico e ingegneria industriale e dell’informazione sono quelli che riescono ad assorbire il maggior numero di immatricolati rispettivamente con il 15,5% e il 12,5%. Vediamo nel dettaglio i dati che sono emersi dall’edizione 2020-2021.

Perugia vince tra i grandi atenei statali

L’Università di Perugia mantiene la posizione di vertice nella classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti) con un punteggio complessivo di 92,7). In particolare, fra i grandi atenei Statali, sale di due posizioni l’Università di Pavia (90,3), dal quarto al secondo posto. Arretra di due posizioni l’Università della Calabria (89,5), che scende in quarta posizione, preceduta dall’Università di Parma (90,0). Guadagna quattro posizioni l’Università di Cagliari, dalla nona alla quinta. Segue al sesto posto l’Università di Milano Bicocca (87,7), che avanza di due posizioni, precedendo l’Università di Modena e Reggio Emilia (87,5) e l’Università di Salerno (87,3). Entra a far parte della classifica dei grandi atenei statali l’Università di Ferrara (82,2), in tredicesima posizione. Penultima è l’Università della Campania (78,0), ultima l’Università di Messina (75,5).

Trento vince tra gli atenei medi

Anche quest’anno l’Università di Trento è prima nella classifica dei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), con 98,7 punti. Incremento, soprattutto, per occupabilità e comunicazione. Con 96 punti l’Università di Sassari scala due posizioni, collocandosi al secondo posto, prima dell’Università di Siena, che retrocede in terza (94,8). L’Università di Trieste (93,3) perde una posizione e arretra in quarta, l’Università di Udine (90,8) si colloca al sesto posto, perdendone tre. Stabile, quinta in graduatoria, l’Università Politecnica delle Marche. Chiudono il ranking l’Università di Napoli L’Orientale, l’Università di Napoli Parthenope e l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.

Camerino vince tra gli atenei piccoli

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) difende la sua prima posizione l’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 93,5. Scala la classifica di quattro posizioni l’Università Mediterranea di Reggio Calabria che, grazie a un incremento di 20 punti dell’indicatore relativo alle strutture, realizza un punteggio complessivo di 83,8 sorpassando così l’Università di Foggia, terza in classifica con 83,7 punti. Sale di una posizione l’Università di Teramo (82,3), è stabile in quinta posizione l’Università dell’Insubria (81,0), incalzata dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale (80,8), che però perde tre posizioni. La penultima e l’ultima posizione sono occupate, rispettivamente, dall’Università del Sannio e dall’Università del Molise. Tra i politecnici al primo posto c’è il Politecnico di Milano e al secondo il Politecnico di Torino che fa retrocedere in terza posizione lo Iuav di Venezia, seguito dal Politecnico di Bari, che chiude la classifica.

Le classifiche delle Università

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