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Una decisione discutibile

All’inferno si scende sempre a piccoli passi. Ci siamo assuefatti all’idea che sia possibile vivere eliminando le azioni ritenute non necessarie. Abbiamo accettato, in nome dell’emergenza sanitaria, il confinamento in casa, la negazione della socialità, il divieto di incontrare persone. Ci siamo abituati all’idea della delazione, delle autocertificazioni da mostrare alle autorità, al coprifuoco che ti impedisce di uscire di casa dopo un certo orario. Ormai è questa la nuova normalità e c’è chi è disposto a non vivere pur di non morire.

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L’ultimo Consiglio dei Ministri stabilisce di fatto la proroga del coprifuoco alle 22:00. Una scelta totalmente illiberale, che non tiene conto delle attività che vivono di notte o dei ristoranti che non possono lavorare solo due ore. Non tiene conto della socialità, della salute mentale delle persone, chiuse dentro la bolla del “rischio zero”, che non esiste. Senza libertà, non c’è alcuna sicurezza, senza libertà. Non c’è alcuna sicurezza per un cameriere che viene licenziato perché il ristorante dove lavora non può garantirgli uno stipendio. Non c’è alcuna sicurezza per il gestore di un pub che non lavora da più di un anno, con ristori simili ad elemosina a fronte dei costi che sono a carico di un’attività.

Il colpo finale all’economia

Prorogare ulteriormente il coprifuoco, oltre che essere una scelta liberticida, priva di ogni evidenza scientifica (a detta di numerosi esperti), è l’ennesimo schiaffo dato a tutti i lavoratori del ramo turistico, primo settore per incidenza sul PIL in Italia. Pensate davvero che ci sia qualcuno così autolesionista da programmare una vacanza in un Paese che vieta di uscire dopo un certo orario? Chi preferirà l’Italia a qualunque altro Paese del mondo che abbia regole e protocolli meno rigidi?

Se davvero qualche parlamentare si illude che il coprifuoco sia un’arma efficace per combattere il virus, probabilmente non capisce che, se nella stagione estiva sarà vietato uscire la notte, i ragazzi si riuniranno nelle abitazioni private e lì resteranno fino all’alba, moltiplicando la possibilità di contagio.
Siamo morti, che (non) camminano.

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A proposito dell'autore

benny Corradino

Studente universitario in Economia e Amministrazione Aziendale. Studioso del pensiero liberale, appassionato di politica e di giornalismo.

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