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Quest’anno per viaggiare senza l’incubo del Covid bisognerà esibire il Green pass. La Commissione Ue vuole lanciarlo il primo giugno ma tutto il mondo ci sta ragionando per permettere ai cittadini di poter essere liberi di spostarsi.

Alcuni paesi, come Israele, Grecia e Islanda sono già partiti, e non è detto che le tecnologie adottate a livello nazionale comunichino tra loro. Sul Green Pass ci sono ancora dei dubbi però, alcuni dei quali riguardano la privacy e le potenziali discriminazioni verso chi non ha ricevuto il vaccino.

Come funziona il Green pass

Il certificato proposto da Bruxelles è gratuito e consiste in un QR code da tenere nello smartphone o da stampare su carta, con tre alternative per dimostrare di poter viaggiare: essersi sottoposti alla vaccinazione, essere risultati negativi a un tampone, oppure essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

L’app sarà pronta il primo giugno e gli Stati potranno implementarlo. Alcuni paesi di fatto si sono già mossi. É il caso della Grecia, la Danimarca, l’Estonia, l’Islanda. In Italia intanto si pensa ad un Pass per muoversi all’interno delle regioni, mentre per i viaggi all’estero l’orientamento è di restare allineati al coordinamento Ue. Anche nel resto del mondo il green Pass è in via di definizione o è già una realtà. Negli Stati Uniti ci stanno lavorando, a New York è attiva una app per andare a teatro o agli eventi sportivi. Lo stesso accade in Israele, grazie all’eccellente campagna vaccinale. La Cina ha il suo Pass sanitario digitale.

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