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Con una storica votazione, oggi le Nazioni Unite hanno riconosciuto il valore terapeutico e medico della cannabis.

La Commissione droghe dell’ONU (Cnd) ha infatti accolto (a maggioranza di 27 stati membri contro 25) una raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che chiedeva di rimuovere la cannabis dalla Tabella IV della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961—all’interno della quale sono inserite le sostanze “particolarmente dannose e di valore medico e terapeutico estremamente ridotto.”

Cannabis medicina. A detta di esperti e associazioni, la decisione dell’Onu comporta importanti ripercussioni su vari livelli.


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Anzitutto, dovrebbe facilitare la ricerca scientifica sulle proprietà mediche della cannabis; sul piano politico, invece, potrebbe spingere altri paesi a espandere l’accesso alle terapie a base di cannabis e più generale a riconsiderare la propria legislazione in materia.

La cannabis rimane tuttavia nella Tabella I della Convenzione, che comprende le sostanze ritenute più a rischio (tra cui cocaina e fentanyl). Non c’è stata alcuna modifica alla legge internazionale, e quindi l’uso ricreativo è ancora proibito.

Una lotta che in Italia si batte da decenni. Fu Marco Pannella, leader dei Radicali, nel 1995 che come gesto simbolico dette alla conduttrice di un programma Rai un pacchetto di hashish.

Questo scambio suscitò tantissime polemiche in Italia. Forse oggi il radicale sarebbe fiero di questo storico risultato. In un paese in cui sarebbe meglio che la cannabis la gestisse lo Stato invece che la mafia.


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Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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