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Una storia vecchia, che non porta mai a nulla di buono. È questa la confessione di uno studente universitario alla pagina in voga tra i giovani ‘L’Universitario di merda‘. Al centro un esame che lo studente anonimo non riesce a superare “Credo che nei prossimi giorni farò una cosa che mi ero ripromesso di non fare mai nella mia carriera universitaria, una cosa che tante volte ho criticato, quando venivo a sapere di altri che la facevano”.

“Ho intenzione di dire alla mia famiglia che ho superato un esame quando non è così. il fatto è che questo esame lo sto ‘preparando’ da luglio (ma è un parolone, considerando che l’ho studiato a luglio e mi sono fermato dal darlo non rispondendo all’appello durante quella sessione)”.

E prosegue: “La mia famiglia sa che l’ho riprovato ad agosto e settembre, e che entrambe le volte ho rifiutato un voto basso.. ma ormai non avrebbe senso continuare con questa sceneggiata. Il punto è che.. mi sento paralizzato. Sono mesi che non riesco ad aprire i libri, sono a tre esami dalla fine della specialistica ma c’è qualcosa che si è rotto in me. Ogni volta che provo ad aprire un libro mi blocco, mi si gela il sangue nelle vene e non riesco a concludere nulla”.


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“Dirò a miei genitori che ho superato l’esame, ma non è vero”

“Ed è frustrante, perché in teoria mi piace quello che studio, mi piacciono le prospettive lavorative future, ma guardo questi tre esami (di cui due, devo essere sincero, non sono nemmeno particolarmente difficili) e mi blocco. Il mio psicologo, prima di andare in galera (già…) (prima che mi accusiate di falsità o altro, lo specificando per giustificarmi dagli eventuali “parlane con lo psicologo” perché onestamente non ho la forza di ricominciare da zero con qualcuno di nuovo) mi ha consigliato di affrontare una cosa alla volta ed è quello che vorrei fare, perciò mi sono concentrato su soltanto uno dei tre esami, ma comunque non riesco a concludere nulla”.

“Non vorrei mentire, non vorrei andare a ficcarmi in una ragnatela di bugie e sotterfugi ancora più grande di quella in cui già mi trovo, ma non so che altro fare. Mi sembra tutto così buio e senza soluzione”. Una confessione a cui tanti utenti, nella medesima situazione, hanno dato conforto.


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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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