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Sembra finalmente essersi fatta chiarezza sull’esame per l’abilitazione alla professione forense 2021. Il Consiglio dei Ministri ha infatti dato il via libera al decreto legge con una serie di modifiche. Tra le novità più importanti, la sostituzione di un doppio orale al posto delle prove scritte.

Il nuovo rivoluzionario provvedimento per l’esame avvocato

In questi mesi, il destino di quasi 30.000 praticanti avvocati è stato continuamente in bilico. Tante le proposte e i cambiamenti che si sono susseguiti, generando ansia ed apprensione. Ma finalmente si ha una risposta chiara e decisa, in grado di far fronte all’attuale situazione di emergenza. Nel nuovo provvedimento ministeriale, che sarà firmato a breve dal presidente Mattarella, si prevede per la prima volta l’eliminazione degli scritti. Sebbene la nuova Ministra della Giustizia, Cartabia, avesse inizialmente garantito lo svolgimento delle prove scritte, l’attuale situazione pandemica costringe a cambiare nuovamente i piani.  Troppo pericoloso prevedere, ora come ora, le relative prove in presenza. Presa in considerazione l’ipotesi di un orale “rafforzato”, si è così deciso di venire incontro ai futuri avvocati prevedendo due esami orali.

Gli orali: il primo

Al primo orale, il candidato potrà scegliere una materia tra quelle che dovevano esser oggetto delle prove scritte: diritto civile o diritto penale o diritto amministrativo. Il candidato sceglierà una busta tra le tre, tutte numerate e sigillate, contenente il relativo quesito di carattere pratico-applicativo. Dopo aver letto e studiato il quesito (nel tempo di un’ora e mezza), il candidato avrà a disposizione mezz’ora per la discussione, esponendo dinnanzi alla sottocommissione le disposizioni applicabili al caso specifico e i principi pertinenti. In seguito ad ogni discussione, la sottocommissione si ritirerà in camera di consiglio per poi comunicare l’esito dell’orale. Accederanno alla seconda prova, solo i candidati che avranno ottenuto un punteggio pari ad almeno 18 punti.  

Gli orali: il secondo

Il secondo orale si svolgerà a non meno 30 giorni di stanza dal primo. Della durata massima di un’ora, l’esame avrà ad oggetto cinque materie a scelta (una tra diritto civile e diritto penale; una tra diritto processuale civile e diritto processuale penale; tre tra diritto costituzionale, amministrativo, tributario, commerciale, diritto del lavoro, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico). Tra le materie scelte, qualora il candidato non abbia scelto diritto civile o diritto penale per il primo esame, queste dovranno esser obbligatoriamente esser comprese. Oggetto dell’esame, anche l’ordinamento forense e i diritti e doveri degli avvocati.


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Dove e quando si svolgeranno?

Per il primo orale, il candidato sarà presente nella relativa sede d’esame: o all’interno degli uffici giudiziari della Corte d’Appello di appartenenza o nei locali dei Consigli dell’ordine degli avvocati. Insieme a lui, sarà presente soltanto il segretario. Di contro, la commissione esaminatrice sarà in collegamento da remoto. Ci saranno anche varie sottocommissioni. La seconda prova orale, invece, si sosterrà davanti alla sottocommissione del distretto della propria Corte d’Appello. Le date delle prove saranno comunicate con un nuovo decreto entro 30 giorni dalla pubblicazione.  

In caso di positività al Covid-19

Qualora il candidato sia affetto da positività al Covid-19 o sia costretto alla quarantena o all’isolamento fiduciario, potrà liberamente chiedere una nuova data per lo svolgimento delle prove, allegando la relativa documentazione al Presidente della sottocommissione. L’esame, si svolgerà entro i 10 giorni dalla fine della causa d’impedimento.

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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