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L’arrivo inaspettato di una pandemia mondiale, l’emergenza sanitaria e le restrizioni. Gli obblighi ai quali non eravamo abituati, il numero elevato di contagiati e morti. Il drastico cambiamento nelle modalità di fare scuola e di lavorare. Tutto ciò ha senz’altro fatto emergere il nostro modo di adattarci alle cose. 

In questa situazione senza precedenti, gli errori commessi sono stati molteplici e su questo punto, siamo tutti d’accordo. Con il senno di poi, tante erano le cose da attenzionare, tante altre da evitare e non sottovalutare, ma una cosa la dobbiamo riconoscere. Il nostro spirito di adattamento ha dato il meglio di sé, con tutte le controindicazioni del caso, ma ha comunque dimostrato che noi, essere umani, sappiamo e possiamo adattarci in situazioni di estrema difficoltà.

Adulti vs Giovani

Ma per quanto questo assunto sia vero, è altrettanto innegabile che giovani e adulti hanno reagito in maniera differente di fronte a limitazioni e obblighi che li hanno costretti in qualche modo a ripensare la loro routine giornaliera e di vita. Chi avrà reagito nel modo migliore?

Chi è riuscito a plasmare al meglio il proprio spirito di adattamento?

Nella vita comune, di ogni giorno, ben lontana da pandemie che intasano i programmi della nostra vita, possiamo dire con una quasi totale certezza che i giovani possiedono, rispetto agli adulti, una maggiore capacità di adattamento in considerazione anche di quelle che sono le dinamiche spesso variabili a cui sono chiamati a rispondere. Continue dislocazioni di valore economico ed occupazionale, un mercato lavorativo e scolastico/universitario sempre cangiante. Rapporti più fluidi e meno vincolanti, tecnologia da un click che rende tutto più agevole e a portata di mano. Questi, sono tutti fattori che fanno sì che i giovani, siano naturalmente più adattabili rispetto agli adulti.

Sarà lo stesso analizzando la cosa dal punto di vista Covid?

Generazioni a confronto e covid

Con una quasi totale certezza potremmo rispondere che no, non è la stessa cosa se parliamo di Covid! Abbiamo infatti avuto modo di poter constatare che sono proprio i giovani a non riuscire ad adattarsi a questo clima di costrizioni e regole a cui la pandemia li ha costretti a sottostare.

Stare a casa, non vedere amici e fidanzati, non frequentare palestre, non frequentare bar e pub, indossare sempre la mascherina a discapito del trucco, non fare party specie se di gruppo, rinunciare a gite fuori porta, alla vacanza in montagna, alla scampagnata di Pasquetta.

I giovani non ci stanno!

Non riescono proprio ad adattarsi a queste regole, che sono dei veri e propri comandamenti e molto spesso, il loro scarso spirito di adattamento li ha portati a trasgredire regole le cui conseguenze però coinvolgevano anche gli adulti, che invece si sono dimostrati più ligi al dovere, al rispetto delle imposizioni date per un bene più grande.

Così come nella scuola, anche nella vita, raggiungere un alto grado di adattamento è un’impresa che richiede tempo, fatica ma soprattutto responsabilità. Probabilmente occorre educare i giovani all’assunzione di responsabilità individuale, perché da loro, anzi da noi, dipende molto!


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