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Esiste un genere di disinformazione, come quello che ha colpito la Cattedrale di Palermo, basato sul concetto di notizia ad Orologeria.

Sostanzialmente, sui Social ci si rende conto che qualcosa esiste dopo decenni, e ci si ribella come se fosse recente cercando il colpevole nella modernità. Scopriamo che la stampa locale da risalto a questo genere di notizie senza verificarne l’autenticità o semplicemente approfondire l’argomentazione. Già in un nostro recedente articolo avevamo provato a spiegare. Abbiamo pensato che sarebbe stato necessario. un maggior approfondimento.

Se Facebook fosse esistito sin dai tempi dell’antichità, oggi vedremmo la gente protestare per eventi remoti. Chiedere un like per liberare Barabba e una faccina arrabbiata per liberare Gesù, ma pubblicato ieri. Vedremmo gente che chiede di cliccare e condividere perché “con 1000 condivisioni entro il 30 settembre 2020 Cesare si convincerà a passare il Rubicone”, e gente chiedere di presentarsi al Referendum tra Repubblica e Monarchia per dare un calcio alla Kasta.

Oggi ci tocca indignarci per dei misteriosi (che misteriosi non sono) cavi alla Cattedrale di Palermo presenti da oltre 50 anni

La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza - sterili polemiche
La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza – sterili polemiche

E questa è solo una delle molteplici condivisioni, con altre ben più sfacciate pronte a denunciare gli orrori della sovrintendenza.

Ma bastava fare un po’ di ricerche per capire che, anche in questo caso parliamo di cavi installati oltre cinquanta anni fa e di una questione in via di risoluzione anche senza la sommossa popolare.

La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza – sterili polemiche

“E’ una polemica stupida – dice monsignor Filippo Sarullo – Quel cablaggio c’è da i tempi del cardinale Ruffini. I cavi sono lì in una zona nascosta della chiesa e saranno presto rimossi con alcuni lavori che saranno eseguiti nella cattedrale.

Si va a guardare quei cavi e non si dice nulla sul lavoro che ho svolto in questi anni per far rinascere una delle chiese più belle di Palermo con importanti interventi per salvaguardare il prezioso bene architettonico. Anche per me quei cavi sono una ferita.

Chi ha fatto i lavori avrà pensato più all’efficienza che al decoro del monumento. Fortunatamente questa ferita scomparirà, grazie ai lavori conservativi che partiranno a breve. Spero tanto che la grande condivisione mediatica delle pagine social di questa fotografia, sia seguita da altrettanta partecipazione alle tante attività della nostra parrocchia”.

Perché infatti, come riporta ilsicilia.it, in molte parrocchie nel corso degli anni le Torri Campanarie sono state ammodernate. Con nastri e dischi registrati e altoparlanti alle volte, con dei servomeccanismi e motori automatici che rintoccano le campane.

La storia della gestione e del restauro dei beni architettonici negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante, con la Carta del Restauro codificata dal 1972 (mentre il citato Cardinale Ruffini è morto nel 1967, creato Cardinale nel 1946)

Nuove sensibilità hanno richiesto nuove prassi: prima degli anni ’70, come dimostrano i numerosi casi di chiese con le campane sostituite da altoparlanti e registrazioni, si sarebbe invariabilmente scelta la sostanza sulla forma.

Le campane sarebbero state sostituite da altoparlanti o, come in questo caso, le corde ed i batacchi sostituiti da martelli attuati elettricamente e le corde sostituite da cavi elettrici.

Almeno dalla Carta del Restauro in poi si sarebbe scelto, dovendo passare agli attuatori elettromeccanici, quantomeno di occultare i controlli degli stessi.

Cosa che ovviamente nel mezzo secolo passato non è stato fatto, ma che lavori conservativi moderni consentiranno di fare presto.

Le continue scoperte scientifiche porteranno gli operatori a scelte probabilmente molto diverse da quelle attuali. I cambiamenti politici e sociali influenzeranno la critica d’arte a prese di coscienza anche profondamente diverse dalle nostre.

Recita Passionarte: e mezzo secolo e passa, come coscienza sociale e politica si traduce in ere geologiche.

Nuovi tempi, nuove coscienze: non ha tempo incolpare la modernità per una scelta figlia di un passato forse troppo fiero delle sue capacità tecnologiche, che non aveva ancora scoperto quanto fosse insignificante la capacità di suonare le campane con un bottone rispetto ad un corretto restauro conservativo.

Ma adesso lo sappiamo, e potremo provvedere.

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