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A fine anno pandemico arriva la classifica del sole 24 Ore a dirci quali città hanno retto meglio il duro colpo e a stabilire in quali posti dell’italia si vive meglio. Lo scettro in questo anno nefasto va alla città di Bologna, che risulta prima per qualità della vita.

La classifica ci racconta il differente impatto della pandemia sulle varie aree del Paese. Medaglia d’argento per Bolzano e bronzo a Trento, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benché siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna.

A parte le prime tre posizioni però, quello che emerge è che è stato soprattutto il Nord a uscire penalizzato dagli effetti su larga scala del virus. Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni.

Le Province siciliane fanalino di coda

E la Sicilia? E’ in fondo alla classifica praticamente con tutte le sue città. Palermo è alla posizione 89, seguita da Catania e Messina. Ma le province più piccole fanno anche peggio: Agrigento 98esima, Ragusa 99esima e perde ben il 19% della sua vivibilità dopo essere stata a lungo la migliore provincia siciliana. Trapani alla posizione 101, Enna 103, Siracusa 105 e Caltanissetta penultima in Italia alla posizione 106

La Sicilia tutta in fondo alla classifica

Se il Nord scende,il Sud non scala la classifica ma resta al fondo con i problemi di sempre. Questo anno chiude la classifica Crotone, preceduta da Caltanissetta, ultima lo scorso anno.

Per evidenziare e comprendere meglio l’impatto della pandemia che ha sconvolto il 2020 – e inevitabilmente ha influito sulla la qualità della vita nelle province – l’indagine del Sole 24 Ore ha stretto il focus su 25 indicatori, aggiornati tra il 30 giugno e ottobre di quest’anno.

Ad emergere è la crisi economica e sociale, per ora tenuta a bada da ammortizzatori, contributi e ristori statali: il Reddito di cittadinanza, per esempio, aumenta nelle grandi metropoli e al Sud. A Milano, dove gli assegni sono poco meno di 13 ogni 1.000 abitanti, tra dicembre 2019 e agosto 2020 ne sono stati emessi il 40,3% in più. A Napoli e Palermo si tocca quota 49 e 51,5 contributi ogni 1,000 abitanti, in salita del 36% e del 33,2 per cento.

Rimane comunque il fatto che il Sud resta fermo nella parte bassa della classifica, con i sui problemi di sempre. Le aree metropolitane del Mezzogiorno guadagnano posizioni al capitolo Demografia e salute, proprio perché il virus ha picchiato più duro altrove, ma restano sul fondo nelle altre categorie dove pesano i divari strutturali ereditati dal passato.


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