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Nadia Lauricella è una ragazza siciliana di 26 anni. Da quando è nata vive senza braccia, con gli arti inferiori solo parzialmente sviluppati e con la colonna vertebrale incurvata: una grave malformazione che non le ha impedito però di vivere come una ragazza normale. Con il tempo ha imparato ad amarsi e accettarsi, consapevole di non essere inferiore a nessuno.

Il messaggio che Nadia lancia sui suoi social di Tik Tok e Instagram è quello di non lasciarsi condizionare dalle apparenze e andare oltre i pregiudizi che condizionano la nostra vita e soprattutto il nostro rapporto con gli altri incoraggiandoli ad accettarsi, amarsi e abbattere i propri limiti.

In occasione della giornata mondiale delle persone con disabilità, Nadia è finita prima in classifica degli influencer in campo contro l’abilismo. Su Instagram ha 15,8 k follower.

Noi abbiamo avuto l’occasione di conoscerla meglio, intervistandola.

Cos’ha comportato Nadia nella tua vita l’essere nata disabile?

«Non sono sempre stata sicura di me stessa. Da adolescente non mi accettavo, non mi valorizzavo e finivo sempre per stare male. Mi concentravo sempre su tutto ciò che non avevo. Ad oggi, crescendo, assumendo una maggiore consapevolezza, ho deciso di valorizzarmi e focalizzarmi sui miei punti di forza. 

Io definirei la mia vita come una rinascita: di fatto io sono rinata il giorno in cui ho deciso di rimettermi in piedi. Mi sono decisa a mettere una protesi, ispirandomi a Bebe Vio. Mi sono rimessa in piedi non solo fisicamente ma ho proprio ripreso la mia vita in mano. In questo percorso un ruolo fondamentale lo hanno avuto in primis la mia famiglia che per me è tutto e poi i miei amici che mi sono stati accanto ed hanno sempre creduto in me.»

Che rapporto hai avuto con la società e lo stato? Pensi che quest’ultimo faccia abbastanza per garantire un’inclusione alle persone disabili?

«Io durante il mio percorso scolastico non sono mai stata abbandonata, anzi mi ha sempre accompagnato la figura del sostegno. Nonostante ciò io non ho mai apprezzato questa figura perché mi faceva sentire diversa dagli altri quando io non  necessitavo di un programma diverso da quello dei miei coetanei. Il problema è che la mia disabilità fisica veniva associata a quella mentale. Con l’aiuto della mia professoressa di matematica, però, sono riuscita ad essere indipendente a scuola e a svolgere l’esame di maturità in autonomia.

Lo stato invece, mi ha sempre dato una pensione, anche se credo che questo non sia sufficiente per garantire una vita felice e serena ad una persona disabile. In Italia e soprattutto in Sicilia, per una persona disabile è davvero difficile trovare un lavoro, mentre lo sport rimane ancora un sogno per molti di noi. Le istituzioni non ci danno la possibilità di condurre una vita come quella delle altre persone, partendo dalle piccole cose.

Con la società, invece, non è stato facile. La cosa che durante la mia vita ho odiato di più è il pietismo che si prova nei miei confronti. Prima di tutto vorrei invitare i genitori ad educare i bambini in maniera diversa: se un bambino vede una persona senza braccia e la madre lo invita ad allontanarsi e a non guardarla, il bambino vedrà la diversità come qualcosa di negativo, mentre la persona disabile si sentirà discriminata. Secondo me un primo passo verso l’accettazione è quello di capire che dietro una disabilità, qualche chilo di troppo o un orientamento sessuale diverso c’è una persona, un essere umano unico.»

Nadia, che messaggio vuoi dare a tutte quelle persone che non si accettano e non si sentono “abbastanza”?

«Io ho capito che dovevo cambiare la mia vita quando mi sembrava che tutti stessero andando avanti mentre io rimanevo sempre ferma in quel punto, immobile. Ho sentito proprio la necessità di prendere la mia vita in mano e iniziare a vivere davvero. Il consiglio che vorrei dare a loro e che do a tutte le persone che mi seguono è: se non vi piacete, provate a cambiare quando è possibile, altrimenti accettate quello che avete ed imparate ad amarlo e ad amarvi.»

Il grande insegnamento di una piccola grande donna che ci invita a vivere la nostra vita oltre ogni limite con una forza ed una positività uniche. Grazie Nadia!


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A proposito dell'autore

Claudia Mirabella

Nata a Catania il 15 dicembre del 2000, è una studentessa di scienze e lingue per la comunicazione all'università di Catania. Sin da piccola coltiva una grande passione per la scrittura. Aspirante giornalista professionista, ama la politica, la cultura, l'arte, la letteratura, le lingue e le persone. Provo a raccontare la realtà ma con un tono diverso!

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