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Marta e Giulia continuano a farci sognare con i racconti delle loro esperienze vissute a Palermo. Il luogo che hanno scelto. Il loro cuore le ha portate qui e ha chiesto loro di rimanerci. Ci hanno fatto scoprire scorci e angoli di paradiso. E con le loro parole ci permettono di guardare oltre le restrizioni del momento e ci consentono di viaggiare. Oggi ci regalano una bellissima lettera d’amore per il Mare e le immagini di uno splendido tramonto a Barcarello.

La lettera d’amore: il tramonto a Barcarello

“Io e te”.

È l’inizio della lettera d’amore che scrivo ogni volta per il Mare.

Gli racconto di quante volte sono andata da lui per cercare le risposte.

Gli spiego che ogni Alba e ogni Tramonto, che ha ospitato gentilmente sopra il suo lenzuolo blu, mi ha raccontato Favole dal lieto fine.

Mi ha disegnato orizzonti di libertà e leggerezza, dipingendoli di arancione nelle ore più belle della sera.

Mi ha regalato attimi di purezza di bambina, colorandomi di rosa le sue acque con i raggi candidi del primo Sole.

E poi gli spiego che, non so esattamente in quale momento della mia vita, io sono diventata Lui.

Lui è diventato me.

Glie l’ho detto anche quel giorno a Barcarello, mentre guardavo il riflesso delle nuvole nell’acqua e il Sole che spariva dietro il golfo di Sferracavallo.

E il Mare, sempre puntuale, ha deciso di rispondermi come solo lui sa fare.

C’era Isola laggiù, sospesa in mezzo a lui e più bella delle nuvole che guardandomi mi ha sussurrato insieme al vento le pagine del mio libro preferito:

“Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.

E qualcuno un padre, un amore, qualcuno, capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.

Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.

E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.

Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano.

Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno.

Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.

Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.”

Con il cuore,

Giulia 

Ps: Vi siete mai accorti che a Punta Barcarello c’è un vero e proprio museo a cielo aperto?

Nascoste tra le piante, infatti, si possono trovare delle opere in miniatura come i trulli, un anfiteatro e perfino una sfinge egiziana!

Sembra che queste opere siano state costruite da tre anziani in pensione con materiale di recupero.


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