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Efisia Bellante, 66 anni, non ce l’ha fatta. Anche lei è una delle centinaia di vittime di Covid-19 nel capoluogo siciliano. La donna, nata a Catania, nella vita faceva la maestra, in una scuola elementare del quartiere Boccadifalco, a Palermo. Proprio i suoi amati alunni le hanno detto addio con scritte e disegni colorati lasciati all’ingresso della scuola. “Resterai nel cuore di tutti” o semplicemente “Grazie”. Un messaggio semplice e diretto per una persona che li ha accompagnati e di cui loro si ricorderanno per sempre.

La maestra Efisia per quasi 30 anni ha lavorato nella scuola di Boccadifalco Mantegna-Bonanno, tanto che quasi tutto il quartiere la conosceva e l’ammirava per la sua professionalità e gentilezza. Il prossimo anno sarebbe stato il suo anno di pensionamento, dopo anni di onorata carriera scolastica.


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Il ricordo della mestra Efisia

Ieri alla scuola, nel giorno dei funerali a Catania, è arrivata una lettera di cordoglio dall’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla. “Efisia Bellante era una docente di grande professionalità, di profonda umanità e rara sensibilità, con la sua dipartita ha lasciato in tutta la comunità scolastica un grande vuoto e una ferita insanabile. Amava tantissimo i bambini e di ognuno conosceva pregi e debolezze incoraggiandoli sempre”.

“Sentiva un grande senso di responsabilità come referente del plesso infanzia che conta ben 12 sezioni con una decina di bambini ciascuna. Abbiamo cercato di fare sentire la nostra vicinanza a tutta la sua famiglia seppur distanti, la ricorderemo con una messa a Palermo”, dice invece la preside dell’istituto Laura Bisso. L’istituto comprensivo e tutto il quartiere Boccadifalco è affranto. Ieri gli scolari hanno trascorso la mattinata a disegnare e a scrivere brevi pensieri per lei con le altre maestre, colleghe della docente deceduta.

Questo è uno dei tanti cartelloni per la mestra Efisia:


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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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