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Lo scorso fine settimana hanno impazzato sui social foto, video e dirette Instagram, girati in alcuni dei più noti luoghi della movida milanese.Quasi una sfida ai divieti e al coronavirus.  

Ed è proprio la movida, per i comportamenti dei protagonisti, uno dei motivi scatenanti dell’imminente stretta su divieti e chiusure.


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Lo sfogo dei gestori dei locali

Il dibattito si fa acceso in rete. Chiamati in causa i gestori dei locali alzano le mani rassegnati. “Non possiamo né obbligare i nostri clienti a indossare le mascherine, nè impedirgli di ballare. Abbiamo addetti alla sicurezza che girano per le sale e verificano che i clienti rispettino il distanziamento”, spiega esasperato il gestore dell’Old Fashion, Roberto Cominardi, dopo aver osservato attentamente i video che girano sui social.

“Abbiamo un protocollo d’intesa che prevede l’accesso in ogni locale, esclusivamente se sei in possesso dell’applicazione Immuni”, ricorda il presidente del Silb (Associazione italiana imprese di intrattenimento di ballo e spettacolo).


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“In questo modo possiamo utilizzarlo come presidio sanitario e tracciare tutti i movimenti dei giovani presenti”.
Chi ha fatto le dirette, ovviamente, in pieno delirio di spavalderia (e incoscienza ndr) si è premurato di inserire anche la geolocalizzazione del luogo, l’ora e la data in cui avveniva.

Quasi una firma della sfida, la testimonianza di una serata all’insegna della trasgressione e la conferma di essersi divertito in barba alle restrizioni imposte dal coronavirus. L’appello del sindaco di Milano Beppe Sala “Vi prego: usiamo tutti la mascherina”.

Le nuove possibili restrizioni

Adesso si parla con insistenza di nuove strette. Bar e ristoranti rischiano di chiudere alle 22, potrebbe scattare l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto. Una prospettiva che angoscia ed esaspera chi ha retto a fatica il lockdown dell’inverno scorso e sperava in una ripresa per l’autunno. “Non sappiamo più cosa fare”, scuote la testa il titolare del The Club, Paolo Peroli, mentre scorre con il dito la serie di video.


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“Abbiamo messo decine di cartelli in tutto il locale ricordando le misure che tutti ormai conoscono; abbiamo trasformato la discoteca in bar, ricavato 300 posti a sedere con il dovuto distanziamento, abbiamo eliminato la pista. Lasciamo solo la musica e la luce soffusa. Ma questo, se incita le persone a ballare, non può essere considerato un delitto. Che facciamo, li fermiamo e li rimettiamo a sedere con la forza?”.

Le preoccupazioni per il futuro

Il clima è teso e confuso. E soprattutto tra i gestori dei locali c’è molta preoccupazione, ansia per il futuro immediato. La ripresa è appena iniziata in città. I dati sul Covid non aiutano.

Ma soprattutto non aiutano i comportamenti irresponsabili e sconsiderati di tutti quei giovani che utilizzano come forma di spavalderia, la sfida a infrangere le regole. Come se questo fosse un gioco. E forse pe loro lo è davvero. Per loro che, non devono a fatica barcamenarsi tra i problemi quotidiani della gestione di una attività, che non hanno alcun pensiero se non quello di uscire, bere, trasgredire, dimostrare al mondo di essere superiori anche alle regole.

Mi chiedo, queste sono le nuove generazioni? Abbiamo creato dei mostri. E la colpa non è sicuramente la loro. Il rammarico però rimane quello che per l’irresponsabilità di qualche cittadino “imbruttito” ci possano andare di mezzo tante attività commerciali che rischiano di vedere nuovamente dimezzati clienti e fatturati. A Milano, come a Rome, come a Palermo. Quindi ragazzi, usiamo la testa oltre che la mascherina. Ce n’è tanto bisogno.


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A proposito dell'autore

Maria Pia Scancarello

Da 13 anni laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ha deciso di fermarsi nella sua terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ha fondato una sua agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. E’ appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ha un debole per le giuste cause e per i Mulini a vento. Il suo sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione. Da 13 anni sono laureata in comunicazione e tecnica pubblicitaria. Dopo aver fatto diverse esperienze all’estero, ho deciso di fermarmi nella mia terra siciliana, collezionando anni di esperienza nel campo degli eventi e dell’organizzazione congressuale. Da pochissimo ho fondato una mia agenzia di eventi e comunicazione, la Mapi. Sono appassionata di moda, cinema e spettacolo. Ho un debole per le giuste cause e per i mulini a vento. Il mio sogno? Coltivare e mantenere vivo l’entusiasmo per la vita e per ogni sua piccola forma e manifestazione.

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