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La plastica e la sua azione di inquinamento sono al centro delle più importanti ricerche moderne. Soprattutto quella monouso, che riempie i fondali marini di tutta l’Italia.

Complessivamente ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare, di cui il 7% nelle acque del Mediterraneo, secondo l’ISPRA, ovvero l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

La maggior parte di materiale di plastica che arriva in mare viene dalla terraferma. O dai fiumi dove finiscono i rifiuti abbondonati. O dagli scarichi.

In ogni caso, il mandante di questo omicidio ambientale è l’uomo, che a poco a poco trasforma la bellezza in una discarica di composti del petriolo. In Sicilia non da meno. Nel mare dell’isola sicula sono stati trovati 670 chili di plastica. In Sardegna 86 chili. In Luguria circa 150.000 oggetti.

La plastica che invade i nostri mari

In Italia i fiumi sono il luogo in cui si accumulano più rifiuti. All’incirca, sempre secondo l’ISPRA, 1000 oggetti ogni chilometro quadrato.

Quando la plastica arriva in mare e nei suoi fondali, si scompone per vari e diversi motivi. La luce del sole, il vento e le onde, i principali. Si vengono a creare in questo modo le minuscole particelle con dimensioni inferiori ai 5 millimetri, definite micropalstiche: invisibili, pericolose e presenti anche nel cibo, che ciascuno porta a tavola.

Per cercare e tentare di distruggere questa piaga della plastica in mare, il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge “SalvaMare”, che in questo momento è in discussione in Senato.

Questa legge avrebbe lo scopo di incentivare le campagne volontarie di pulizia del mare (già molto presenti a Palermo e in tutta la Sicilia) e sensibilizzare sulla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare e sulla corretta gestione dei rifiuti.

La legge, inoltre, stabilisce anche delle regole per i pescatori che spesso si trovano a smaltire i rifiuti accidentalemnte pescati in mare.

Gli scientiziati contro il problema vedono una solo soluzione: per eliminare definitivamente la plastica dai mari italiani bisogna debbellare l’uso della plastica monouso. Cercare di farne a meno e usarla per lo stretto necessario.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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