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L’8 giugno di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Il tema di quest’anno: “Oceano: vita e sostentamento” 

Dal 1992 in tutto il mondo, in occasione della Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, si celebra il World Oceans Day, la Giornata Mondiale degli Oceani. L’ONU ha ufficialmente riconosciuto questa ricorrenza, creata dal The Ocean Project e dall’Ocean Network, nel 2008. Questa giornata ha lo scopo di ricordare l’importante ruolo che ricoprono gli oceani: dall’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) alla produzione di cibo per noi essere umani. È fondamentale ricordare che gli oceani ricoprono il 71% della superficie terreste, ovvero 360700000 km².

Il tema del World Oceans Day di quest’anno

Il tema del World Oceans Day 2021 è “Oceano: vita e sostentamento”. Vita perché produce ossigeno e sostentamento perché è fonte di cibo. Gli oceani producono, attraverso la fotosintesi operata dal fitoplancton, almeno la metà dell’ossigeno che respiriamo e assorbono quasi il 30% dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, contrastando gli effetti del riscaldamento globale. Inoltre l’edizione 2021 sarà fondamentale poiché sancisce l’inizio del Decennio sulla Scienza Oceanica per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030), un impegno ufficiale e della durata di nove anni proclamato dalle Nazioni Unite per interrompere il degrado degli oceani. Ogni anno infatti 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei nostri mari e attualmente vi è un deposito di plastica pari a 150 milioni di tonnellate che, entro il 2050, peserà più di tutta la fauna marina. 

La magnifica immagine creata per noi dalla grafica siciliana Rita Marinelli (BIANCOCAOS).

Gli effetti dell’inquinamento dell’uomo

La plastica come i cambiamenti climatici hanno degli effetti devastanti sugli ecosistemi marini. Il surriscaldamento delle acque influisce sulle correnti, sui cicli produttivi e sulle proporzioni tra prede e predatori. Anche la pesca intensiva ha effetti negativi sull’ambiente a causa di un eccessivo sfruttamento dei mari che provoca innanzitutto l’impoverimento della fauna marina. Di questo passo si raggiungerà presto l’estinzione di specie come l’aringa, le balene, le sardine africane ed il tonno. Ma i problemi non finiscono qui. L’80% dell’inquinamento marino viene prodotto a terra. Concimi, pesticidi e sostanze chimiche mettono a dura prova i nostri mari. Un enorme problema per le zone costiere è rappresentato dai deflussi dei concimi impiegati nei campi, che attraverso i fiumi vanno a finire nei mari. 

Nel 2020 tonnellate di petrolio nei mari

Solo nel 2020 lo sversamento di petrolio nei mari è stato oltremodo allarmante. Il 29 maggio uno svernamento di 20.000 tonnellate di petrolio è avvenuto in Siberia, vicino la città di Norilsk. Il 25 luglio la Wakashio, nave di una compagnia giapponese si è arenata su una barriera corallina al largo dell’isola di Mauritius riversando in mare 1000 tonnellate di petrolio. Questi eventi, oltre a creare un enorme danno d’immagine per questi luoghi, hanno lasciato un segno irreversibile sulla biodiversità marina. Nel 2020 è assolutamente inaccettabile che la negligenza, fattore comune di questi due eventi, possa comportare disastri ambientali di questa portata. 

L’Italia oggi

In occasione del World Oceans Day, l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) parteciperà a Cannes al convegno “Dalla costa agli abissi”, organizzato dall’Accordo RAMOGE. Questo accordo costituisce uno strumento di cooperazione scientifica, tecnica, giuridica ed amministrativa con cui i governi francese, monegasco e italiano mettono in atto delle azioni di gestione integrata del litorale. 

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A proposito dell'autore

Ambra Cusimano

Giovane siciliana amante del buon mangiare e del buon bere. Ho una laurea in Relazioni Internazionali e Diplomatiche e da poco ho conseguito un Master in Food and Wine Management. Il confort food esiste per tirarti su il morale anche nei momenti peggiori, mai dimenticarlo. Spero di diventare una sommelier prima o poi

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