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Il 25 novembre scorso, il Consiglio Comunale di Palermo ha bocciato la realizzazione della linea tranviaria A (via Roma-via Libertà), inserita all’interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Si dovrà dunque ripartire da zero, ma i cittadini non ci stanno.

Palermo, bocciata la Linea A del tram: le conseguenze

Senza la linea centrale A, considerata l’opera-simbolo dell’amministrazione, viene smantellato il concetto di rete. Quest’ultimo, era stato valutato precedentemente in maniera positiva dal Ministero dei Trasporti. Cosa potrebbe succedere adesso? Il Ministero potrebbe rimettere in discussione l’intera espansione tranviaria. Il rischio concreto è che possano quindi essere revocati i finanziamenti previsti: pari a circa 715 milioni di euro.

La nota del Sindaco

Un comunicato del Sindaco Orlando parla di: “Atto di irresponsabilità politica che produce danni incalcolabili per la città e che l’amministrazione comunale cercherà di limitare facendo valere la evidente illegittimità di questa scelta amministrativa in ogni sede competente. Siamo in presenza di una scelta palesemente illegittima”.


Leggi anche: Palermo, il Consiglio boccia il tram di via Libertà: “Uno shock, grave sfregio alla città”


Palermo, bocciata la Linea A del tram: la petizione

Anche i cittadini hanno espresso il loro forte dissenso. È nata così una petizione su Change.org (cliccare per poter firmare), diretta proprio al Consiglio Comunale, che ha già raggiunto quasi 2mila firme.

Questa la spiegazione:

In data 25/11/2021 l’opposizione in consiglio Comunale a Palermo ha bloccato la realizzazione della linea A del tram. Tale atto mette a rischio circa 700 milioni da parte della comunità europea, e rischia di costringere il comune di Palermo alla restituzione di circa 12 milioni di euro, ottenuti per la fase progettuale. Il futuro della città di Palermo non deve essere oggetto di beghe politiche, perché questa è l’unica vera motivazione di questo stop. Se non si è favorevoli al tram in via Libertà, la soluzione non è bloccare un’opera e l’intero indotto lavorativo, che ne sarebbe scaturito, la soluzione sarebbe stata partecipare ai tavoli tecnici e pubblici che sono stati puntualmente organizzati. Probabilmente questa petizione non ha un valore legale, ma è un modo per far capire a questa classe politica mediocre che non possono tenere sotto scacco il futuro della nostra città. Arriverà un giorno in cui dovranno assumersi le loro responsabilità da un punto di vista economico ed agli occhi dei giovani di oggi che sono stati privati di una città moderna ed efficiente. Palermo Rispondi.


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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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