Come abbiamo avuto modo di scrivere in più occasioni, la prossima sessione di laurea sarà interamente online. Da una parte lo stesso ministro Manfredi aveva aperto alla possibilità di celebrare esami e lauree in presenza, dall’altra il Rettore dell’Ateneo Palermitano Micari, attraverso la sua Segreteria che ci aveva contattato ribadendo ufficialmente alla nostra redazione quanto già dichiarato nell’intervista e cioè che per la sessione estiva gli esami orali e le lauree continueranno ad essere effettuati on line.

Numerosi studenti non ci stanno. Del resto, come da noi più volte evidenziato, con ordinanza, il presidente Musumeci ha dato la possibilità di riaprire dall’8 Giugno prossimo Teatri, cinema, e persino discoteche. Quindi, si sono succeduti appelli formali e persino una raccolta firme.

Adesso si aggiunge un ulteriore tassello, è stato costituito il “Comitato laureandi 2020 di Unipa“. “Vista la ripartenza iniziata già con la fase 2 – è la protesta mossa dai ragazzi, che hanno contattato PalermoToday – vista la riapertura di moltissimi esercizi, a breve delle discoteche, vista la riapertura dei confini regionali per la viabilità e quanto altro, ci chiediamo perché mentre fuori si riprenda a vivere, l’università di Palermo non possa organizzare delle sedute di laurea, in sicurezza, magari a porte chiuse, garantendo il distanziamento, con un ristretto numero di familiari al seguito magari, per consentirci di finalizzare il nostro percorso (in piena sicurezza e tenuto conto dei dati della curva epidemiologica).

Così il comitato ha deciso di scrivere una lettera direttamente al rettore Micari. Una lettera che è stata girata a PalermoToday. “L’emergenza sanitaria che ha colpito così duramente il nostro paese – scrivono gli studenti – ha avuto pesanti ripercussioni sulla vita di ognuno di noi ed inevitabilmente ha colpito anche il sistema universitario che prontamente si è adeguato per garantire al massimo il diritto allo studio e la prosecuzione delle attività formative di ogni studente. Esami a distanza, seminari ed approfondimenti via teleconferenza, ricevimento ed assistenza da parte dei docenti svolti dietro un pc. Le difficoltà che ci si sono presentate sono state nuove e molteplici, tuttavia siamo riusciti ad adeguarci al cambio forzato al quale i tempi ci hanno obbligato, non nascondendo, come Lei può bene immaginare, a tratti momenti di sconforto, insicurezza e preoccupazione. Diverse centinaia di Noi concluderanno a Luglio il proprio percorso universitario e raggiungeranno la tanto agognata laurea, sintesi di sogni, sacrifici e speranze, pur nostro malgrado trovandoci in una situazione del tutto nuova a carattere emergenziale. Lei, essendo stato studente prima di noi, comprende bene il significato anche simbolico della proclamazione, della discussione delle tesi, e delle emozioni che quel giorno lascerà indelebili per tutta la nostra vita in ognuno di Noi. Abbiamo letto delle Sue dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa qualche tempo fa, con cui ha deciso di indicare lo svolgimento delle lauree di luglio in modalità a distanza (online)”.

“Esimio Professor Micari abbiamo deciso di prendere carta e penna per chiederLe, considerato il massimo rispetto per l’alto ufficio che ricopre e per le responsabilità che esso comporta, di poter rivedere la Sua decisione, tenuto conto dei dati scientifici che stanno via via dimostrando come in Sicilia, la morsa del contagio sia meno dura che in altre parti del Paese. I numeri del contagio a livello nazionale, ed in particolare in Sicilia (fin dall’inizio della emergenza), dopo l’avvio della cosiddetta fase 2, sono confortanti. Nella nostra isola i dati parlano chiaro – si legge nella lettera. C’è un primato sancito dall’Istituto superiore di sanità: la Sicilia è la regione italiana in cui il virus si trasmette di meno da un individuo all’altro. L’Isola rimane la penultima regione nel rapporto tra contagiati e abitanti (lo 0,069%), con Palermo il capoluogo di Regione, “migliore” sotto questo punto di vista. Dal 18 maggio è stata disposta a livello nazionale ed anche in Sicilia la riapertura con le relative misure di adeguamento sanitario di quasi tutti gli esercizi commerciali (bar, mercati, ristoranti, centri estetici, ) oltre che del trasporto pubblico regionale. Per ciò che concerne il mondo universitario, le stesse dichiarazioni del ministro per l’Università e la Ricerca Manfredi, contenute nel piano del Ministero vanno nell’ottica che ci sia la possibilità di poter tornare a svolgere esami e sedute di laurea di presenza già a Luglio, soprattutto nelle università di zone meno colpite dal contagio. Le avanziamo la proposta di valutare che la seduta delle nostre sessioni di lauree di Luglio possa svolgersi di presenza. Abbiamo immaginato delle sedute ad esempio a porte chiuse, dividendo il numero dei laureandi in più giorni con ogni candidato che potrebbe essere accompagnato da un numero predeterminato di persone dotati dei dispositivi di sicurezza personali, posti a distanza l’uno dall’altro nelle nostre capienti aule magnae e o nelle stanze di grandi dimensioni di cui disponiamo dove si potrebbero celebrare le sessioni”.

La lettera prosegue così: “Non vogliamo peccare di presunzione o irresponsabilità ma, come Lei sicuramente potrà capire, questo passaggio della Nostra vita è cosi significativo ed importante che non possiamo rassegnarci all’idea che mentre il mondo riapre, la Nostra laurea debba essere discussa da casa. Possiamo essere un esempio virtuoso di come una ripartenza ordinata e in piena sicurezza per la salute dei dipendenti amministrativi, studenti e professori, sia possibile e possa partire proprio dall’università di Palermo. Da parte nostra, attraverso tutte le associazioni studentesche che appoggiano e sostengono questa ipotesi, Le assicuriamo ogni tipo di collaborazione e di disponibilità. Rimaniamo fiduciosi nell’attesa che Lei, il Senato Accademico, e gli organi di governo della nostra Università possiate considerare la nostra proposta. La ringraziamo in anticipo per l’ascolto che ci dedicherà”.“

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2 Risposte

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    Rosario

    Lo dico da universitario, lo dico da collega: il principio di precauzione e il concetto di solidarietà sociale, cosa sono per voi? Carissimi colleghi, carissime colleghe, può capitare che la gioia di un traguardo renda più difficili alcuni ragionamenti, ma che un interesse personale si trasformi in interesse politico, quello non lo posso accettare. Questa concezione che avete della laurea come un punto di svolta nella vita deve essere rivista: la laurea altro non è che l’inizio di una vita nuova, il primo di molti traguardi raggiunti. Vi laureate per voi, non per i vostri parenti o i vostri genitori: l’Università è un diritto ma non un dovere, è una possibilità ma non è la scuola dell’obbligo, i professori sono studiosi cosi come lo siete voi, vostri pari, la seduta di laurea non è un esame in senso scolastico, ma una dissertazione accademica. Le petizioni si fanno per tutelare i diritti, non i capricci è quello che voi chiedete, con questo documento, è un capriccio. Tutto questo perchè? Siamo stati due mesi in casa, abbiamo affrontato rinunce e privazioni: io solo da poco ho ricominciato ad uscire e a vivere. Personalmente farò di tutto affinchè, quando si potrà, che sia tra un mese, un anno o cinque anni, tutti coloro che non sono stati proclamati possano ricevere quello che meritano, il riconoscimento pubblico di un loro traguardo. Se questo non avverrà, io sarò il primo a lottare con voi, a firmare petizioni, anche a scendere in piazza: ma al momento non può avvenire. Per favore smettete questa lotta senza senso, smettete di dividervi tra di voi su un argomento che non esiste: se non vi va bene rimandate la laurea ma i capricci no, quelli non li accetto e non li accetterò mai. Magnifico, non ceda, la prego: l’Università non può anteporre gli interessi dei più forti a quelli dei più deboli. Non mi importa se con quello che affermo non sarò popolare: la popolarità la lascio a chi la ritiene indispensabile: non soltanto io non aderisco a questa petizione ma mi batterò affinchè non venga accolta.

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    Antonia Sapuchella

    Suppongo che il soggetto che ha scritto questa lettera sia già laureato, non si spiegherebbe altrimenti la sua posizione .
    È vero che l’esame di laurea è una tappa ed è personale, ma non dimentichiamo i sacrifici e le ansie vissute anche da noi genitori .
    Sono la mamma di un laureando in Fisica ,che non può permettersi di slittare la data a ottobre perché ogni anno che passa le possibilità di lavoro purtroppo diminuiscono .Abbiamo vissuto mesi veramente pesanti e adesso penso che con le dovute precauzioni ,come sempre facciamo in altri ambiti, si possono svolgere pe lauree in presenza con un numero limitato di presenze per ogni laureando.Nella facoltà di Medicina è la prassi si entra in aula Ascoli con l’invito .
    Capisco che il Magnifico Rettore risparmia parecchi soldini non utilizzando i locali delle varie facoltà, ma mi pare che le tasse che paghiamo sono abbastanza alte (certo bisogna vedere in quanti le paghiamo visto che ci sono una marea di “poveri ” o che si dichiarano poveri purtroppo) da permettergli di sanificare le aule .
    Caro Rosario rifletti se hai la capacità

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