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Una gigantesca e precipitosa fuga durante un pellegrinaggio ebraico, nel nord di Israele, ha provocato almeno 44 morti. A causare la tragedia il crollo delle gradinate che ospitavano i pellegrini. I soccorritori si sono trovati davanti una situazione difficile da gestire: migliaia di pellegrini che tentavano di fuggire.

Il disastro è avvenuto a Meron nel sito della famosa tomba di Rabbi Shimon Bar Yochai, un saggio talmudico del secondo secolo, dove gli ebrei ultra-ortodossi celebrano la festa di Lag BaOmer.

L’ultimo bollettino del Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce Rossa, parla di oltre 150 feriti, sei sono in condizioni critiche, 18 in condizioni gravi, otto in condizioni moderate e 80 con ferite leggere. Oltre 250 ambulanze e sei elicotteri sono arrivati sulla scena per evacuare i feriti, scrive il Jerusalem Post. 

Fuga durante un pellegrinaggio in Israele, i motivi della tragedia

Chiuso l’anno scorso a causa delle restrizioni del coronavirus, il pellegrinaggio di quest’anno doveva essere un evento celebrativo anche delle ampie riaperture nel Paese grazie al successo della vaccinazione. Ed è stato il più grande raduno pubblico dall’inizio della pandemia: secondo alcune notizie, c’erano tre volte più persone di quelle autorizzate.

Le autorità avevano consentito la presenza di 10.000 persone nel recinto della tomba ma, secondo gli organizzatori, sono stati noleggiati piu’ di 650 autobus in tutto il Paese, vale a dire almeno 30mila persone, mentre la stampa locale riportava la presenza di 100mila persone.

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