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Didattica a distanza e smartworking: tutti sullo stesso schermo!

Il covid ha portato scompiglio nelle nostre vite, nelle nostre abitudini, nei nostri modi di percepire l’ambiente domestico, nelle nostre usanze, nella nostra concezione di igiene e nei rapporti con gli altri. Ma ha altrettanto aperto la nostra mente a nuovi possibili modi di concepire il lavoro, la scuola e l’università.

Tutti siamo d’accordo nel pensare che i bambini, i soggetti più piccoli e quelli più sensibili hanno certamente bisogno di costruire relazioni vere e autentiche. Per questi la didattica a distanza può rappresentare un deficit e non può che essere limitata al periodo emergenziale attuale.

Caso diverso è, invece, il lavoro a distanza e la “Dad per universitari”, chiamiamola così.

Essere SMART con lo smartworking

Chiunque abbia fatto uso dello smartworking, sa benissimo che i benefici di questa “costrizione” involontaria, sono in effetti tanti. Si risparmia in termini di tempo, di efficienza e di denaro.

Questa modalità è nata in occasione dell’ adattamento lavorativo durante il periodo del lockdown, che ci ha chiusi letteralmente a casa lo scorso marzo. Da quel momento le aziende si sono adoperate per questo nuovo modo del fare lavoro. E devo dire che non è stato un flop, anzi!

La maggior parte di impiegati o freelance, che hanno avuto modo di farne uso, ha infatti appoggiato questa nuova modalità del fare lavoro, che fa risparmiare loro denaro, tempo e li rende più efficienti.

Molti sono, infatti, i lavoratori fuori sede che viaggiano giornalmente per raggiungere il loro ufficio, il loro studio. Con lo smartworking si sono ridotti i viaggi in auto, in autobus o treno. Si è ridotto il consumo di carburante e niente spese extra per le pause pranzo al ristorante. Inoltre si sono significativamente ridotti i tempi: il tempo delle pause caffè, il tempo impiegato per spostamenti, il tempo per scambiare due chiacchere con i colleghi.

Lo smartworking rende il lavoro SMART: più efficiente in termini di rendimento, di tempi e costi!

Le lezioni online e la didattica a distanza

Pensiamo a quanti studenti, iscritti per esempio all’Università di Palermo, non vivono a Palermo e quindi avrebbero dovuto viaggiare giornalmente o prendere casa in affitto. In questo senso le lezioni e i laboratori che si svolgono in modalità telematica, permettono a tutti di frequentare assiduamente tutti i corsi comodamente da casa, limitando le spese, lo stress e gli spostamenti.

L’altra faccia della medaglia

Chiaramente, però, le attività svolte a distanza, riferite al lavoro o in altri ambiti come quello scolastico e universitario, non si nutrono del rapporto relazionale tra colleghi.

Si, perché è molto più difficile relazionarsi e fare nuove amicizie tramite uno schermo, soprattutto per i nuovi iscritti. Studenti che non si sono mai visti vis a vis, che non hanno la possibilità di scegliere con chi studiare, con chi scambiare due parole, di chi fidarsi, a chi rivolgersi per consigli.

Tutto è affidato al caso! I progetti che prevedono, per esempio, il lavoro in team sono arbitrari. La squadra si formerà sulla base di un nulla!

Tutti sullo stesso schermo

Ma se per certi versi questo fattore è limitante, per altri è stimolante. Infatti, non mancano quotidianamente occasioni di rapporti virtuali e a distanza che altrimenti non avremmo scelto di avere. La didattica a distanza e lo smartworking hanno consentito di abbattere le frontiere del pregiudizio. Ci hanno permesso di valutare da un altro punto di vista le attività e le azioni che svolgevamo fisicamente. Ci hanno fatto capire che, nonostante l’incessante via vai della vita e la corsa perenne tra i nostri soliti impegni, il progresso tecnologico è andato avanti, facendo passi da gigante.

E ci ha permesso, in un periodo di incertezza e di crisi, di continuare a svolgere da casa, comodamente seduti sul divano, davanti alla nostra tazza di thè, il nostro lavoro, i nostri studi e i nostri infiniti esami. La tecnologia, la didattica a distanza e lo smartworking sono andati oltre, ponendoci tutti sullo stesso piano, anzi, tutti sullo stesso schermo!


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