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Almeno il 25% dei pazienti con Covid-19 ricoverati nei reparti di medicina interna è affetto da diabete, e gran parte di loro presenta concomitanti patologie cardiovascolari, secondo un’indagine condotta a livello nazionale dalla Fadoi, la Federazione dei medici internisti ospedalieri. I diabetici hanno una prognosi peggiore se colpiti da Covid-19 e devono essere trattai con maggiori attenzioni. È quanto emerge dal lavoro del Gruppo di studio sul diabete e le malattie cardiovascolari dell’European Association for the Study of Diabetes (Easd), coordinato da Antonio Ceriello, dell’Irccs MultiMedica di Milano e componente del panel di esperti sul diabete della Società scientifica Fadoi.

“Il diabete – afferma Dario Manfellotto, presidente Fadoi – è accompagnato da un’alta incidenza di malattie cardiovascolari e la missione del Gruppo di Studio, condivisa dal panel di esperti Fadoi, è promuovere, a livello europeo, il progresso delle conoscenze su tutti gli aspetti delle complicanze cardiovascolari nel diabete attraverso una cooperazione attiva tra diabetologi e altri specialisti, in particolare gli internisti”.

Gli esperti hanno esaminato i recenti dati relativi al trattamento di Covid-19 nelle persone con diabete, con o senza malattie cardiovascolari preesistenti, sia durante il ricovero in area medica sia durante l’eventuale degenza in terapia intensiva, e hanno elaborato alcune raccomandazioni cliniche che sono state pubblicate nella prestigiosa rivista scientifica ‘Diabetes Care’. Queste raccomandazioni si concretizzano in una Flow-Chart, uno schema pratico per la gestione dei diabetici ricoverati in ospedale per Covid-19.

“Questa Flow-Chart – afferma Andrea Fontanella presidente di Fondazione Fadoi, indica in estrema sintesi come, al momento del ricovero ospedaliero per Covid-19 del paziente diabetico, vada innanzitutto stratificato il rischio cardiovascolare. Quindi cosa è indispensabile verificare nei pazienti diabetici ad alto rischio e in questi ultimi determinare gli indicatori del rischio”. Oltre il 97% dei pazienti ricoverati in medicina interna – rivela sempre l’indagine Fadoi – erano in trattamento con insulina. Ma sono stati utilizzati anche i farmaci più moderni, in grado di prevenire le più gravi complicanze renali e cardiovascolari del diabete. In particolare Dpp-4 e Glp-1 sono utilizzati rispettivamente nel 20% e nel 14,3% dei pazienti.

Nell’approccio al paziente è indispensabile conoscere e valutare la terapia seguita prima del ricovero in ospedale. Non è necessario modificarla, ma le controindicazioni di ciascun farmaco devono essere attentamente prese in considerazione durante l’evoluzione della malattia. Peraltro i diabetici sono più a rischio di trombosi e poiché è ormai noto che in Covid-19 esiste un alto rischio di eventi trombotici, va presa in considerazione una terapia anticoagulante appropriata. Anche il rischio di infezioni del diabetico è molto elevato. Pertanto, alcune delle raccomandazioni di Easd e del panel di esperti Fadoi riguardano le azioni da intraprendere per prevenire l’infezione da Sars-CoV-2 e quelle sovrapposte.

“Le indicazioni fornite attraverso queste raccomandazioni”, concludono Ceriello e Manfellotto, “sono certamente un utile riferimento per i clinici, impattando su una porzione rilevante dei pazienti che gli ospedali del nostro Paese hanno assistito in questi mesi. La loro applicazione su larga scala potrà contribuire a migliorare la prognosi di questa pericolosa associazione fra Covid e diabete”. (adkronos)

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