Sono quasi 8 gli anni necessari per una matricola che si iscrive al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo per raggiungere l’agognato traguardo: la Laurea.

Secondo il rapporto AlmaLaurea 2020, nel corso del 2019, all’Università di Palermo, sono stati 512 i nuovi dottori in giurisprudenza, in leggero aumento rispetto al 2018 (476).

La corona di alloro di raggiunge tardi, in media a 27,6 anni. Sono 7,8, infatti, gli anni necessari per diventare dottori in giurisprudenza, solo il 22% degli studenti di laurea in corso; il dato è addirittura in miglioramento. Basti pensare che fino alla precedente rilevazione (2018) di anni ne servivano 8,1. La media nazionale, quindi la media nelle altre università italiane per laurearsi in giurisprudenza è di 7,2 anni.

Laurea in Giurisprudenza: Curiosità

Ne 2019, le donne sono state i 2/3 dei laureati. Quindi giurisprudenza si conferma una facoltà a vocazione femminile. Altro dato di interesse: E’ della provincia di Palermo il 77,5% i laureati in giurisprudenza.

La media dei punteggi dei singoli esami sostenuti durante il corso di laurea è di 26/30, mentre il voto laurea medio è stato di 104,6/110 (media nazionale 101/110).

Un dato interessante è l’estrazione culturale dei neo laureati: circa il 65% proviene da una famiglia in cui nessuno dei genitori è laureato.

Quasi il 90% degli aspiranti giuristi proviene da una formazione classica, per il 45%, e scientifica per il 35%. Poco più del 9% ha una formazione tecnica.

Laurea in Giurisprudenza: Giudizio sul percorso di studio

Gli studenti intervistati esprimono giudizi molto positivi del loro percorso di studi. Quasi il 90% sono soddisfatti del loro corso di laurea e dei loro docenti.

Post Laurea

Una volta raggiunta la laurea, più della metà (70,9 %)  continuerà il proprio percorso con nuovi studi (scuole di specializzazione o master) anche se la maggior parte di loro sceglie un percorso di tirocinio o praticantato. Quasi il 30%, invece, ritiene che il percorso di studio è stato sufficiente e vuole già entrare nel mondo del lavoro. Tra i neolaureati le attenzioni vengono rivolte principalmente al settore pubblico (magistratura, notariato, concorsi pubblici), ma in alcuni c’è la voglia di avere una propria attività o uno studio professionale.

Condizione occupazionale ad 1 anno dalla laurea

Nuovi dati anche della condizione occupazionale sui 383 laureati, che avevano risposto al questionario dell’anno 2018. Dopo un anno, secondo le statistiche solo metà degli studenti lavora o sta cercando lavoro, anche se sono pochi gli occupati (14,2%), mentre la restante parte risulta inattiva perché impegnata in tirocinio o praticantato, con il tasso di occupazione rilevato pari al 30 %; il tasso di disoccupazione, invece è pari al 34,1 %. Parte degli occupati prosegue il lavoro cominciato prima della laurea, mentre il 53,5 % ha iniziato a lavorare dopo aver conseguito la laurea. Il tempo medio dalla laurea all’inizio del lavoro è calcolato in 4,8 mesi.

 La retribuzione media è pari a 1049 € mensili, con una maggiore retribuzione del sesso maschile (1226 € mensili), rispetto a quello femminile (975 € mensili).

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