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“Per servire ai tavoli devi essere scollata. Altrimenti niente”. È successo a Palermo, ad una studentessa dell’Università di Palermo. Il suo nome è Carolina Palumbo, 26 anni, appena laureata all’Accademia di Belle Arti. La giovane sui social tiene a precisare: “Ovviamente ho rifiutato l’offerta. La mia professionalità non è direttamente proporzionale alla mia scollatura”.

La proposta di lavoro è giunta durante un dialogo colloquiale con il barman del locale, che ha proposto alla palermitana se le interessasse o meno il lavoro. “Ho risposto di sì. Così ha scritto subito al titolare – racconta la studentessa Unipa -. Dopo un paio d’ore la risposta è arrivata con dei messaggi vocali. ‘Dille di venire in prova per il fine settimana‘, diceva il primo. ‘Dille di non presentarsi come una monaca di clausura che abbiamo bisogno di attirare clientela‘, diceva il secondo”.

Carolina ha dopo poco declinato l’offerta, rifiutando di sottoporsi al weekend di prova: “Non ho trovato la richiesta professionale. Anzi è inopportuna e fuori luogo. Il mondo del lavoro, per una donna è già discriminatorio di per sé ma essere considerate esclusivamente in base al proprio aspetto e sentirsi dire che non importa se sei brava, intanto fai vedere le gambe è veramente umiliante”.


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“Vuoi servire ai tavoli? Devi essere scollata”: la proposta di lavoro ad una studentessa Unipa

E conclude la studentessa Unipa: “Mi sono sentita in imbarazzo nel rifiutare. Non sono riuscita a reagire immediatamente e ho pure dubitato di me stessa. Ho sottovalutato per un attimo il problema, giustificando la situazione come uno scherzo. Ma non è affatto uno scherzo”.

Per giunta in sua difesa è sceso in campo il suo ex professore di pittura Francesco De Grandi che indignato scrive: “Una mia studentessa che lavora seriamente, che si fa il mazzo senza risparmiarsi, esce dall’Accademia con una tesi di laurea impeccabile, il massimo dei voti. Deve vivere per coltivare i suoi sogni e trova questo schifo. Forza Carolina Palumbo. Forza!”


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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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