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Covid 19. Cos’è l’indicatore Rt e cosa misura? Cerchiamo di spiegarlo. All’indomani del nuovo DPCM entrato in vigore da oggi, torniamo a sentire parlare del famoso coefficiente Rt (erre con t).

L’indicatore quello che per settimane avevamo idolatrato e poi snobbato perché da solo non sembrava dicesse abbastanza. Inizialmente abbiamo sentito parlare di R0 (erre con zero) e poi di Rt. Allora molti di noi si sono giustamente chiesti cosa volessero significare e quali fossero le differenze.

Gli indicatori del virus: Rt e R0

La risposta è semplice, soprattutto per chi ha studiato bene matematica e fisica. Quando dobbiamo esprimere la misurazione di una grandezza nel tempo (in questo caso R), di solito si è soliti parlare di R0, cioè all’inizio della misurazione e, successivamente di Rt, per indicare il valore della grandezza R al tempo “t”, appunto. La t in questione è la variabile che indica tutti gli istanti successivi a 0: può essere un minuto, un’ora, un giorno, un mese. Rt è, dunque, una curva che rappresenta un andamento di R nel corso del tempo (t). Nel caso dei rilevamenti ISS, settimana per settimana.

R0 è quindi il numero di riproduzione di una malattia infettiva cioè quante persone sono contagiate da un positivo a inizio epidemia (cioè al tempo 0). Un riferimento altrettanto importante, quindi, che indica la fase in cui ancora non sono stati messi in campo farmaci o sistemi di contenimento da parte delle società. R0 rappresenta quindi il potenziale di trasmissione, o trasmissibilità, di una malattia infettiva non controllata.

La misurazione della grandezza R

Da cosa dipende la misurazione della grandezza R? Dipende essenzialmente da tre variabili indispensabili: probabilità di incontrare altre persone, quantificare i contatti che ha la persona infetta e soprattutto per quanto tempo la persona contagiata è infetta mettendo in pericolo altre persone.

Vi anticipo subito che, per quanto riguarda la prima variabile, si ha maggiore possibilità di contagio nel caso di un aperitivo al giorno, fuori casa, con più persone. Ci sono, invece, meno probabilità di contagio nel caso di una vita più bucolica, in mezzo ai campi e alla natura o “ne li più deserti campi”, per dirla alla Petrarca.

Ricapitoliamo. R0 misura l’intensità di contagio del virus dall’inizio della pandemia, mentre Rt indica, regione per regione, lo stato di contagiosità col variare del tempo.

I calcoli di Rt

Chiarito ciò, focalizziamo la nostra attenzione sul calcoli degli indicatori. Attraverso i dati sui casi rintracciati giorno per giorno, raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, è stato possibile stabilire due indicatori basati sul giorno di inizio sintomi e sul giorno di ospedalizzazione. Se ad aprile, la soglia Rt era minore o uguale a 1, adesso è un po’ più alta. Da qui e per queste ragioni scatta l’allerta e l’indicatore ha portato all’applicazione delle nuove misure restrittive. Attualmente si stima che ogni persona ne abbia contagiata almeno un’altra.

La priorità adesso è evitare che gli ospedali si intasino e che arrivino al collasso. Abbiamo già fatto tanto, ma serve fare ancora di più per garantire la riduzione dell’indicatore Rt, che auspichiamo avvenga prima possibile.


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A proposito dell'autore

Paolo La Scala, classe 1988, palermitano un po' alla torinese e un po' alla romana. Laureato in storia contemporanea, ricercatore storico, polemista, libero scrittore.

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