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Torna alla ribalta la teoria del lab-leak. Secondo quest’ultima, il Coronavirus potrebbe esser uscito da un laboratorio durante una sperimentazione.

Covid e teoria del lab-leak

E se da circa un anno leggiamo la notizia che conferma con autorevolezza l’origine animale del virus Sars-Cov-2, in questi ultimi giorni tutto sembra ribaltarsi. Dei recenti studi sosterebbero come in realtà l’origine del Coronavirus possa collocarsi in un laboratorio, o per meglio dire, in un incidente da laboratorio. Persino Facebook, il più diffuso social network al mondo, ha dichiarato che toglierà il veto alla pubblicazione di teorie che affermano che il Coronavirus sia uscito da un laboratorio.  Ma perché si è tornati a parlare della teoria lab-leak?

Origine Coronavirus: le due probabili teorie

Secondo diversi scienziati, l’indagine condotta dall’Oms sull’origine del Coronavirus non ha avuto una portata tale da spiegare chiaramente come questo abbia raggiunto l’uomo. I dati esaminati nei primi mesi del 2021 fanno ritenere “molto probabile” che l’infezione sia stata trasmessa dagli animali (probabilmente pipistrelli) agli esseri umani. Di contro, viene definita “decisamente improbabile” l’ipotesi per cui il virus si sia sviluppato nell’Institute of Virology di Wuhan, città primo centro di diffusione. Probabilità, è di questo che si parla. Non sembrano, perciò, esserci prove sufficientemente chiare a sostegno di nessuna delle due teorie.


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Ipotesi incidente in laboratorio: cosa dice la Cina?

Un recente articolo del quotidiano Wall Street Journal ha raccontato di tre scienziati di Wuhan ammalatosi con sintomi compatibili con quelli del Covid-19 nel mese di novembre, prima che venisse rilevato ufficialmente il primo caso di Coronavirus, avvenuto a fine del 2020. Da allora, sono stati confermati oltre 168 milioni di casi in tutto il mondo e circa 3,5 milioni di decessi. La Cina ha smentito, negando categoricamente la possibilità che possa esserci stata una fuoriuscita del virus dal laboratorio.

Gli studi

I due scienziati che hanno scritto di avere “prove schiaccianti” circa l’origine del virus in laboratorio sono Dalgleish, professore di oncologia alla St George’s University di Londra, e Sørensen, virologo e presidente della società farmaceutica Immunor. Il loro studio verrà pubblicato sulla rivista scientifica di fama internazionale Quarterly Review of Biophysics Discovery. Secondo quanto riportato dal documento, gli scienziati cinesi avrebbero preso una “spina dorsale” naturale di coronavirus trovata nei pipistrelli delle caverne cinesi e vi avrebbero unito una nuova “punta”, trasformandola nel letale e altamente trasmissibile Covid-19.

La posizione degli USA

La teoria dell’incidente in laboratorio aveva preso maggiormente campo tramite i toni accesi dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che puntava con arroganza il dito contro la Cina. Il nuovo presidente, Joe Biden, adesso vuole vederci chiaro. I vertici delle agenzie di intelligence Usa hanno informato la Casa Bianca che vi è ancora una grande quantità di materiale da analizzare come potenziali prove dell’origine del Coronavirus. Questo, avrebbe spinto Biden ad esortare pubblicamente le agenzie di intelligence a “raddoppiare gli sforzi” per arrivare ad una conclusione definitiva, entro 90 giorni.  

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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