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Da quasi tre settimane sono disponibili su Youtube i primi due degli otto episodi della serie Palermo on the Street. A raccontarci Palermo, dagli occhi dei suoi quartieri periferici, lo youtuber e videomaker Gioacchino Gargano. Il giovane palermitano muove i suoi primi passi nella giungla rossa di Youtube 7 anni fa. All’inizio la gente, per la non conoscenza del prodotto, non credeva davvero al potenziale di Gioacchino sulla piattaforma. Ma il successo a poco a poco è arrivato. A suoi fan negli anni ha proposto di tutto: challange, video, musica. È un intrattenitore a 360 gradi.

Questa volta però Gioacchino si presenta nelle vesti di divulgatore, meno formale e con più cuore rosanero per raccontare la sua città. Quella con cui convive da più di 23 anni e da cui difficilmente staccherà il cordone ombelicale.

Intervista a Gioacchino Gargano di Palermo on the Street

Gioacchino, quando ha capito il possibile successo di Palermo on the street?

Il progetto nasce da un insieme idee un po’ strampalate. Amo la mia città e la volevo raccontare dai suoi quartieri periferici. A me piace chiamarli background e dall’anima fortemente street. Ecco da cosa viene il nome del docublog.

Mica con questo documentario vuole rubare il lavoro a Piero Angela?

No, assolutamente. I miti non si toccano (ride). Io non ho la sua profonda cultura: l’unico mio scopo era far conoscere, attraverso questo docublog, la mia Palermo.

Nel video si nota una grande cura alla fotografia. Conferma?

Io nasco videomaker. Per fare un bel racconto abbiamo usato anche dei droni. Il lavoro dietro il prodotto è tanto.

Lei racconta la bellezza di Palermo. Non ha mai pensato di abbondonare la città?

Qualche anno fa sì. Oggi il mio futuro lo vedo a Palermo. Spesso molti ragazzi pensano di poter scoprire se stessi andando fuori, ma rischiano solo di perdersi e di perdere tempo.

Cosa ha scoperto dei palermitani che non sapeva durante questi viaggi periferici?

I palermitani hanno molto paura delle telecamere, soprattutto in periferia. Forse perchè da anni si è fatto un racconto troppo negativo del palermitano medio. Fortunatamente li ho saputi prendere. E quando riesci a prendere un palermitano si sa: lui cerca di darti tutto il suo cuore.

Quale è il suo luogo del cuore a Palermo?

Ne ho due a pari merito. Il primo il Giardino Inglese, lì ho vissuto la mia adolescenza con gli amici di una vita. Mentre un posto che mi dà serenità è la spiaggia di Santa Flavia.

Cosa vuole che pensi la gente dopo che vedrà alcuni suoi episodi?

Che si veda anche una prospettiva bella di Palermo. Certe volte è una città sprecata. E a sprecarla siamo soprattutto noi cittadini. Ad esempio Via Messina Marine, dove ho girato il primo episodio. Lì c’è una spiaggia meravigliosa, ma negli anni è stata abbandonata. Un vero peccato.

Uno spoiler sui prossimi episodi?

Prima o poi andrò anche a raccontare l’Università di Palermo. Per scopirlo, basta guardare i miei video.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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