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La plastica imperversa nel mare e colpisce il suo ecosistema. Soprattutto le tartarughe marine del Mediterraneo devono fronteggiare non solo i predatori naturali, ma anche i nemici innaturali: come microplastiche, sacchetti di plastica e mascherine da Covid-19, le ultime arrivate in ordine di tempo.

Uno dei luoghi in cui l’emergenza si fa più sentire è Lampedusa, dove opera la Lampedusa Turtle Rescue, il centro di recupero nel cuore delle Pelagie. I nemici nell’isola dall’acqua cristallina sono molteplici. Da gli ami e le lenze dei pescatori, fino alle eliche dei motoscafi, le reti abbandonate e la plastica monouso.

La società in questione opera da circa 32 anni, ovvero da ben prima che la cura dell’ecosistema marino fosse un problema al centro dello scacchiere geo-politico in Europa e nel globo. “Le tartarughe non vanno solo nutrite. Ma vanno anche curate. Devono essere sostenute le spese per gli interventi chirurgici di cui spesso hanno bisogno. E anche per le medicine che sono loro necessarie”. Così dichiara la fondatrice Daniela Freggi tra le righe di Fanpage.

Anche Plastic Free, organizzazione che opera in tutto il territorio italiano, sta cercando di dare una marcia legata alla salvaguardia del sistema marino di Palermo e della Sicilia. Il gruppo di volontari infatti opererà tutta l’estate, cercando di raccogliere più plastica possibile dai mari.


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Troppe tartarughe ricoperte di plastica: “Bisogna salvarle”

Non da meno sarà l’Università di Palermo. L’ateneo palermitano ha già in programma di scendere in spiaggia per raccogliere ciò che nulla a che fare con le spiagge e il mare e di educare i cittadini allo sostenibilità.

Il progetto si chiamerà “PlaSS: plastica dalla spiaggia ai satelliti”. Proprio i ricercatori dell’Università di Palermo, coordinati dal professore Gianluca Sarà e quelli della stazione Zoologica Anton Dohnr di Napoli incontreranno in spiaggia i cittadini per sensibilizzarli sul tema. 

A partire da luglio, saranno organizzati degli interventi di raccolta sulla costa, aperti a tutti. A far da aiutanti ci saranno i kit – dai guanti, ai sacchi, dai setacci alle pinzette – forniti dai partner del progetto. Gli appuntamenti calendarizzati sono il 5 luglio, il 2 agosto e il 6 settembre allo Stabilimento della Società Italo-Belga. E il 7 luglio, il 4 agosto e l’8 settembre nella riserva di Capo Gallo. Inoltre tutte le informazioni saranno condivise sui canali social di Plassproject2021. Le opportunità in Sicilia di certo non mancheranno per salvare l’ambiente.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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