I grandi dilemmi esistenziali, un tempo, erano tra monarchia e repubblica, tra eliocentrismo e geocentrismo, tra proibizionismo e legalizzazione. Oggi no. Oggi è diverso. Oggi, in questo strano tempo fatto di pandemie e social, il vero dilemma è “le lauree a luglio saranno online o di presenza“? E la questione non è per niente capricciosa. si è arrivati pure a chiedere alla Governance di Ateneo di valutare la celebrazione fisica della sessione estiva degli esami di laurea.

La laurea, per molti di noi, è il vero, primo, grande traguardo, quel momento tanto atteso in cui lo sguardo dei nostri genitori, dei nostri cari è veramente pieno d’orgoglio (quasi dimentico delle liti e delle occasioni di disappunto).
È il via ad una vita da adulti, al tanto agognato mondo del lavoro, quel passaggio dall’essere occupato nello studio all’essere in cerca di occupazione. Per quanto possiamo essere razionali, giudiziosi e consci della gravità della situazione sanitaria nel nostro Bel Paese, alla formalità della Commissione di Laurea che, davanti ad una platea emozionata, proclama il nostro nome preceduto da Dottor o Dottoressa, è difficile rinunciare… Più per una questione romantica che per altro.

La laurea online, benedetto strumento di studio e soddisfazione negli scorsi mesi di lockdown, poco ha, purtroppo, di quella solennità.

Abbiamo deciso di lanciare un sondaggio per capire, tra la popolazione universitaria, come si avvertisse il dilemma. 864 voti per l’online contro i 431 per la presenza e tanti commenti contrastanti.

Ha vinto la coscienza, la razionalità, la sensibilità per la situazione emergenziale? O la paura? E i quasi 500 che hanno votato per la laurea di presenza sono incoscienti o solo più razionali e consapevoli che la normalità deve ricominciare dalle piccole (grandi) cose?

Beh se l’indecisione degli addetti ai lavori, cioè gli studenti, è tanta, possiamo pensare che sia tanta anche quella di tecnici e politici. È la prima volta per tutti, la prima emergenza sanitaria di tale portata per governance e studenti, insieme sulla stessa barca.

Il dilemma resta, quindi, lo stesso: lauree a luglio, online o di presenza?

VI riportiamo alcuni dei vostri commenti. Solamente una breve testimonianza di quanto, anche tra la popolazione studentesca, non si possa registrare un’opinione largamente condivisa.

Ritengo sia opportuno svolgere l’esame di laurea in presenza, tenuto conto che i numeri in Sicilia sono contenuti e che comunque si è aperto tutto!

Noi laureati a Marzo neanche veniamo più menzionati… felice se non felicissimo di iscrivermi per la specialistica il più lontano possibile da UNIPA!

Sinceramente nn comprendo..si apriranno spettacoli teatrali, si sono aperte chiese, spiagge..non capisco xché nn si possano fare sedute di laurea limitandol il numero di partecipanti e con le dovute misure di sicurezza!

Ma di che vi lamentate? Avete la possibilità di continuare con gli studi, dare esami, laurearvi senza perdere” tempo” .Se fosse successo ai miei tempi, io e i.miei ‘ colleghi’ avremmo dovuto aspettare il ritorno alla normalità per proseguire gli studi. Internet non c’era! Ma anziché lamentarvi, siate grati alla tecnologia!

Io non capisco, non si possono fare assembramenti, e voi volete le lauree di presenza. Cioè voi la commissione e madre padre e basta… E già si parla di 13/14 persone che sono un assembramento… Ma come ragionate?
Si i contagi ieri erano 0, ma che ne sapete di come si evolve la.situazione in due mesi? Mi sembra troppo rischioso…
Se ve lo state chiedendo, si sono una laureanda

Ma poi prima di laurearvi voi in presenza a luglio dovrebbero fare la proclamazione in presenza come era stato promesso a chi si è laureato a Marzo

Non capisco perché la maturità in presena ( giugno) e le lauree online( luglio)

I diplomandi vogliono fare la maturità online come i laureati di marzo, i laureandi di luglio vogliono laurearsi in presenza come i maturandi….nessuno è contento…Ma ci pensiamo che non siamo ancora fuori pericolo?

A me sembra allucinante che studenti universitari prossimi alla laurea non comprendano che in due mesi queste tanto declamate ‘curve’ possano modificarsi. Soprattutto alla luce della totale ed evidente mancanza di buon senso mostrata da molti dalla riapertura.
Sono la prima che dovrebbe laurearsi a luglio e che vorrebbe farlo secondo le modalità che abbiamo sempre visto e che tanto ci stanno a cuore. Ma a metà febbraio eravamo ‘tranquilli e felici’, con il solo unico pensiero di concludere quella sessione al meglio possibile e quindici giorni dopo ci siamo trovati in lockdown.
Sono la prima che critica e ha criticato Micari per parecchie scelte prese, non solo nel corso di questa emergenza, ma credo sia più che di buon senso ‘riparlarne a fine giugno’, quando saremo a ridosso di quelle date e le curve del momento avranno più senso rispetto a quelle di oggi.
Detto questo, spero vivamente che da qui a luglio queste discussioni non avranno più senso e che tutti (laureati di marzo compresi) possiamo goderci quel giorno come vorremmo.

Pressare per avere la proclamazione pubblica è follia pura!

Il rischio di una seconda ondata esiste e ci sono studi scientifici che lo dimostrano, non ci si può basare sul fatto che ieri o l’altro ieri ci siano stati 0 nuovi casi in Sicilia.

Capisco che siate delusi per non avere ricevuto una proclamazione in pompa magna come è accaduto a tanti altri laureati, ma non siete i primi né gli ultimi.

Cercate, piuttosto, di contribuire alle azioni di contenimento!
Siete adulti e con un certo livello di istruzione, ci si aspetta che agiate in modo razionale.

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