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La voce di Ilaria Trinca, figlia di uno dei pescatori di Mazara del Vallo, è notevolmente cambiata rispetto a quando l’abbiamo intervistata due settimane fa. Dal telefono si percepisce l’armonia, la felicità, la gioia. “Mio padre è libero! Finalmente”, queste sono le prime parole che rilascia a Younipa. Adesso si aspetta solo il tanto agognato ritorno dei 18 mazaresi. Il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, ha dato ufficialità ad una festa di ritorno con dei grandi fuochi d’artificio, tra sabato sera e domenica mattina, in contemporanea con il ritorno dei prigionieri di Bengasi. Da ieri insieme alla Farnesina i siciliani stanno facendo ritorno nella loro terra natale.

Attraverso un comunicato stampa il Comune ha dichiarato: “Dopo 108 di prigionia a Bengasi in Libia, a bordo dei motopesca Antartide e Medinea hanno lasciato il porto libico e salpato per il viaggio di ritorno a Mazara del Vallo: arrivo previsto per domenica mattina”

Ilaria non sta più nella pelle di incontrare il padre sabato notte o domenica mattina. Nel mentre sta preparando l’albero di Natale per il benvenuto al papà: “Io e mia madre senza mio padre Natale non l’avremo festeggiato. Non sarebbe stato possibile”.

L’intervista ad Ilaria Trinca

Se lo sarebbe mai aspettata il ritorno di suo padre prima di Natale?

Sinceramente no. Nel mio cuore lo speravo tanto, ma la mia testa diceva no.

Come avete saputo la notizia?

Ieri mattina attraverso l’armatore delle due navi. Noi abbiamo scoperto il tutto solo 20 minuti prima dei giornali. In pratica è stato una notizia istantanea.

Cosa ha cambiato così repentinamente la situazione?

Di Maio e Conte si sono presentati a Bengasi. La Farnesina ci ha sempre dichiarato che stava lavorando in silenzio e con basso profilo, per non avere intoppi. Capirò meglio la situazione appena vedrò mio padre.

Hanno tolto fedi e telefoni ai 18 marittimi, secondo i giornali, e cos’altro?

Anche gli orologi e collane. Mio padre al telefono era dispiaciuto di aver lasciato le fedi del matrimonio con mia madre. Noi lo abbiamo rasserenato. Appena torna a casa ricompriamo la stessa fede e la facciamo benedire. L’importante è che sia ritornato.

Ilaria Trinca, Cosa farete a Natale?

Sicuramente dovremo attenerci alle regole del DPCM. Per me sarà il Natale più bello di sempre. Lo trascorrerò abbracciando mio padre. Mi è mancato davvero tanto.

Dalle foto suo padre e i suoi colleghi sembrano deperiti, mi sbaglio?

Io mio padre così magro non l’ho mai visto in tutta la mia vita. In totale hanno cambiato 4 carceri. Nell’ultima cella stavano umiliati al buio. Non hanno mai cambiato i vestiti in 100 giorni e forse in carcere nemmeno la doccia hanno permesso. Avranno subito delle violenze psicologiche immense.

Dalla voce la sento serena. Adesso cosa farà?

Aspetterò domenica o sabato notte mio padre. Me lo godrò più che posso. Poi mi metterò a studiare per l’Università.

Un incubo finito e una storia che si chiude con il miglior lieto fine possibile.

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Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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