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Bollettino Covid 18 Dicembre 2020. La situazione e i nuovi contagi in Sicilia

Bollettino Covid Sicilia – Da quanto emerge dal bollettino giornaliero del ministero della Salute nelle ultime 24 ore in Sicilia sono 731. I tamponi molecolari processati sono stati 8109.

Il dato dei ricoveri oggi per Coronavirus negli ospedali siciliani rispetto a ieri vede un decremento complessivo di 37 unità, così come riporta il bollettino quotidiano del Ministero della Salute.

In terapia intensiva sono in cura 182 persone (tre in più rispetto a ieri). Il dato dei guariti è pari a 1532 persone. Ventotto (22) i decessi.

Questo il report dei contagi nelle province: 27 Agrigento, 15 Caltanissetta, 356 Catania, 17 Enna, 89 Messina, 116 Palermo, 41 Ragusa, 41 Siracusa, 29 Trapani.

Bollettino Covid 18 Dicembre 2020. La situazione e i nuovi contagi in Italia

Sono 17.992 i nuovi casi di Covid 19 individuati in Italia nelle ultime 24 ore per un totale di 1.921.778. Secondo i dati del ministero della Salute, l’incremento delle vittime in un giorno è invece di 674, che porta il totale dall’inizio dell’emergenza a 67.894.

Secondo il bollettino, in Italia ci sono 627.798 attualmente positivi, 7.545 in meno rispetto a giovedì. L’incremento dei dimessi e guariti nelle ultime 24 ore è invece di 22.272, per un totale dall’inizio dell’emergenza di 1.226.086

I tamponi effettuati sono 179.800, in calo di circa 5mila rispetto agli oltre 185mila di ieri. Il rapporto tra positivi individuati e tamponi effettuati sale ancora ed è al 10%, in lieve aumento rispetto al 9,8% di ieri

Sono 2.819 i pazienti in terapia intensiva per il Covid in Italia, in calo di 36 rispetto a ieri nel saldo tra ingressi e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono invece 189. Le persone ricoverate con sintomi nei reparti ordinari sono 25.769, in calo di 658 unità rispetto a ieri.

IL MONITORAGGIO DELL’ISS

“L’incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese”. Lo si legge nella bozza del consueto monitoraggio dell’iss, relativo alla settimana 7 – 13 dicembre 2020 (dati aggiornati al 16 dicembre 2020)

“Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni un rischio moderato o alto con solo cinque Regioni  a rischio basso di una epidemia non controllata e non gestibile. Questo andamento richiede rigore nell’adozione e rispetto delle misure evitando un rilassamento nei comportamenti”.

In particolare Lazio, Liguria e Veneto sono classificate a rischio Alto. Tredici Regioni/PA sono classificate a rischio Moderato, di cui 2 (Marche e PA Trento) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Cinque Regioni sono classificate a rischio Basso. 

Nel periodo 25 novembre-8 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86, in salita rispetto allo 0.82 del monitoraggio della scorsa settimana. Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni. 

“Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza dell’indice Rt della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente nell’intero Paese, con ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto)”.  Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni paesi Europei (come Regno Unito, Olanda e Germania)

“É complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e l’interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l’impatto dell’epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato”, scrive ancora l’Iss 

Sebbene si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, il valore è “ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni”.

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