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In Italia i laureati sono tra i meno pagati d’Europa. Anche se molteplici volte viene sottolineata la bravura, la costanza e la preparazione di un giovane, poi i risultati economici non combaciano. Tra i meno pagati inisieme agli italiani ci sono i laureati spagnoli e polacchi.

Un connazionale fresco di laurea guadagna in media poco più di 28mila euro annui lordi. Addirittura alcune delle retribuzioni risultano essere in nero. In Inghilterra, invece, un neolaureato guadagna più di 32mila euro annui e un francese 35mila. Stipendi d’oro in Svizzera e Germania: dove un laureato intasca tra i 50mila e i 79mila nel giro di un solo anno. Più del triplo di un giovane laureato nel Bel Paese.

I numeri riportati da Mercer, comunque, affermano che laurearsi rispetto a non farlo porti lo stesso a dei benefici a lungo termine. Infatti in media un laureato guadagna il 37% in più di un diplomato. Negli altri paesi d’Europa invece un laureato ha un’entrata superiore anche del 60%. Una forbice di differenza che si assottiglia nel territorio italiano.

Tutto ciò nonostante in Italia i laureati siano meno che nel resto dell’Unione: si passa dal 27% al 40% della fascia tra i 30 e i 34 anni. Nel frattempo il fenomeno dei cervelli in fuga continua a crescere, anno dopo anno, mentre chi va via non viene rimpiazzato da talenti in ingresso: molto preparati e speranzosi.


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I laureati italiani sono i più sottopagati d’Europa

Ad esempio nell’anno accademico 2019/2020 “si registrano nell’intero sistema universitario 339.707 laureati, di cui 162.321 al Nord, 78.756 al Centro e 98.630 al Sud-Isole”. Nel 2018 la percentuale di 30-34enni con un livello di istruzione terziaria (27,8%) era inferiore alla media Ue del 40,7%. Al paradosso italiano si aggiunge poi la beffa. Le limitate prospettive occupazionali con adeguata remunerazione spingono sempre più neolaureati a lasciare il Paese. È il famoso fenomeno dei cervelli in fuga.

Un fenomeno di cui si parla, si straparla, ma di cui alla fine nessuno trova una soluzione reale e applicabile per un futuro imminente. Così da portare un giovane a palesare il proprio talento lavorativo in Europa o all’estero. Anche se l’alta formazione è avvenuta in Italia.


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Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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