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Il normale rientro in classe, soprattutto per tutti gli studenti delle superiori, resta ancora un obiettivo difficile da raggiungere. Le forti perplessità sono ancorate al rischio delle nuove varianti Covid.

Didattica in presenza per tutti: un obiettivo a lungo termine

La campanella, che scandisce da sempre i ritmi di una normale giornata scolastica, non sembra tornerà a suonare presto. Almeno non per tutti gli studenti delle superiori. Per loro, la didattica in presenza resta ancora al 50%. Antonello Giannelli, il presidente dell’Associazione nazionale presidi, ritiene infatti che il ritorno in classe al 100% sia ancora inattuabile. Un “obiettivo a lungo termine”, così lo definisce Giannelli. In vista soprattutto del prossimo anno, il presidente assicura di riportare l’intera popolazione studentesca nelle loro classi, dietro i loro banchi. Per mantener fede alla sua parola, chiede al nuovo governo, a nome di tutta la categoria, una consistente accelerazione della campagna vaccinale per il mondo dell’istruzione.

Rischio delle varianti Covid rallente il rientro

Più vaccini, quindi, per poter garantire ed assicurare un rientro a scuola che sia per tutti e sicuro.

A preoccupare, ultimamente, è soprattutto la diffusione a macchia di leopardo sull’intero Paese delle nuove varianti Covid. A far paura, in particolar modo quella inglese,  più facilmente trasmissibile.

Si parla circa di 1 caso su 5.  “Bisogna stare attenti, soprattutto nelle aule dove ci sono ragazzi e docenti”- dichiara Giannelli –  “È chiaro che questa rinnovata attenzione deve essere monitorata dalle autorità sanitarie e noi come sempre ne rispettiamo le decisioni” .

Il disagio delle scuole superiori

Il presidente Giannelli si esprime anche sugli effetti della DAD e sul malcontento generato soprattutto negli studenti delle superiori. Questi, hanno infatti sofferto molto di più quest’anno scolastico dettato da restrizioni e da ripetuti DPCM, con riprese e stop continui. Ricordiamo chela maggior parte delle scuole superiori, dopo le vacanze di Natale, è ritornata in presenza al 50%, contrariamente alle altre scuole dell’obbligo. Parallelamente, era prevista una progressione graduale verso il 75%, nella prospettiva di un rientro totale. Ma ciò, per via della situazione epidemiologica, non è accaduto e non sta accadendo.

Le parole del Ministro dell’Istruzione

Il nuovo governo ha dichiarato di aver a cuore le tematiche che appartengono al mondo della scuola, ritenendole fondamentali. Sulla scia di questa iniziativa, il neo ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, chiede particolare cautela. “Le scuole dell’obbligo sono già in presenza, per i più grandi dobbiamo vedere come sta andando la pandemia, bisogna evitare una terza ondata e bisogna essere molto cauti, ma tutti stiamo lavorando perché la scuola possa tornare in presenza quanto prima”, ha dichiarato in una intervista rilasciata nei giorni scorsi al Gr1 Rai.

La situazione in Sicilia

Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, in visita stamani al liceo classico Garibaldi di Palermo, ha tratto le prime valutazioni generali dopo la prima settimana in presenza al 50% . Lagalla, ha dichiarato che in questo momento la presenza degli studenti delle superiori dell’Isola resta al 50%. L’assessore non esclude, in base ai dati che registreremo sul territorio, “la possibilità di incrementare il ritorno degli studenti fino al 75%“. Un’elastica possibilità che ha il sapore della quotidianità, e che speriamo possa concretizzarsi quanto prima.

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A proposito dell'autore

Cristina Riggio

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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