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Vi ricordate il tenebroso Step di Tre Metri sopra il cielo? Ecco, mettetelo un attimo da parte (perché impossibile dimenticarlo) e accogliete un Riccardo Scamarcio in vesti più mature ma sempre affascinante!

L’ultima fatica di Scamarcio

Per farlo, dovete semplicemente mettervi comodi e guardare L’ultimo Paradiso su Netflix.

Riccardo Scamarcio, 41 anni e neo-papà, torna sugli schermi delle vostre smart-tv e pc grazie al suo ultimo film originale Netflix: L’ultimo Paradiso, disponibile dallo scorso 5 febbraio.

Un film a cui Scamarcio tiene particolarmente, e non soltanto perché protagonista e produttore, ma perché ci tiene per mano in un viaggio nella sua amata Puglia di un tempo.

L’attore di Andria ha infatti dichiarato di non aver mai perso l’attaccamento alle sue radici, mantenendo sempre un indissolubile legame con i luoghi della sua infanzia, assorbendone paesaggi e odori.

La trama di L’Ultimo Paradiso

L’ultimo Paradiso, diretto da Rocco Ricciardulli, è tratto da una storia vera.

È il racconto di un’Italia del Sud della fine degli anni ’50, contraddistinta dalla lotta di classe e di genere che si fa direttamente sui campi da arare, tra la piaga del caporalato e dello sfruttamento.

Scamarcio interpreta Ciccio, un rivoluzionario contadino quarantenne che, presa piena consapevolezza della situazione, decide di voler cambiare le cose. Per farlo, convince e spinge i suoi compagni a non soccombere più ai più forti, opponendosi ai proprietari terrieri.

Da sfondo alla vicenda, anche una romantica storia d’amore. Ciccio, sposato con Lucia con cui ha un figlio, Rocco, è segretamente innamorato di Bianca (Gaia Bermani Amaral), figlia di un crudele proprietario terriero.

L’intreccio di un sogno e di un amore che vi terranno incollati allo schermo, senza farvi mancare alcuni inaspettati colpi di scena.

Temi ancora attuali

Le tematiche al centro de “L’ultimo Paradiso” non sono estranee alla realtà di oggi, purtroppo.

Lo ha dichiarato anche lo stesso Scamarcio in conferenza stampa: “Lo sfruttamento esiste ancora oggi, solo che a pagarne le conseguenze sono gli extracomunitari che ricevono un salario pari a due euro a l’ora”.

Stesse tristi dinamiche ma diversi i protagonisti, e non attori. Non c’è finzione nella realtà.

L’ultimo Paradiso è, dunque, uno sguardo al passato che riflette il presente, ricordandoci che siamo sempre in tempo per cambiarlo.


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A proposito dell'autore

Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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