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Una caletta con un mare cristallino. È questa la bellezza palermitana da preservare a tutti i costi. Per arrivarci basta scendere degli scalini a strapiombo. I palermitani negli anni hanno affibbiato al luogo il soprannome di “a rutta ri pallumi”. Il suo nome originale però è Baia di San Cataldo, che si trova tra i comuni di Terrasini e Trappetto. A due passi da Palermo.

La storia racconta che nel 1314 la flotta angioina sbarcò proprio lì. Con la voglia di conquistare nuove terre e possibili scenari. Da anni molti ambientalisti e palermitani legati alla riserva lottano contro l’inquinamento della baia. E questa volta è stato chiesto anche l’aiuto delle istituzioni, in particolare al Comune di Partinico. Infatti attraverso un documento recentemente pubblicato si chiede di proteggere questa meraviglia che colora di un azzurro intenso la città di Palermo.

“Sono immagini che più volte abbiamo documentato negli anni, a dimostrazione della criticità ambientale quotidiana vissuta nella baia di San Cataldo e della foce del Nocella. Fanghi da depurazione tingono di nero la foce e il nostro mare alterando il delicato equilibrio ambientale di questi luoghi e mettendo seriamente in pericolo la salute delle persone“, così scrive il gruppo no-profit San Cataldo Baia della Legalità.

Spesso questo mare cristallino rischia di essere inquinato a causa dello smaltimento di rifiuti nel torrente Nocella. Proprio per questo L’associazione San Cataldo Baia della Legalità da anni sta instaurando un progetto di sensibilizzazione sia ai cittadini sia ai Comuni vicini alla baia.

Il mare cristallino della Baia di San Cataldo

Ecco qui un assaggio della bellezza della Baia di San Cataldo, in un video da mozzare il fiato:


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A proposito dell'autore

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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