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Tutti gli studenti universitari durante il loro percorso accademico devono affrontare esami scritti e orali. Nonostante esistano facoltà in cui predomina l’una o l’altra tipologia di prova (ad esempio in quelle più scientifiche sono più frequenti le prove scritte mentre in quelle umanistiche predominano le prove orali), tuttavia tutti gli studenti universitari prima o poi si troveranno a dover sostenere sia esami scritti sia esami orali, spesso anche all’interno di uno stesso insegnamento.

Un esempio frequente di verifica scritta infatti è rappresentato dagli esoneri, prove intermedie che si svolgono in un periodo che precede la sessione di esami vera e propria e che spesso sono propedeutiche alla prova orale. È a discrezione del docente infatti decidere le modalità e i criteri di valutazione dei singoli insegnamenti. Come nelle scuole superiori, anche all’università ogni studente ha le proprie preferenze: sicuramente non esiste una tipologia migliore e peggiore dell’altra in assoluto poiché si tratta di parametri soggettivi. Anche se la relazione fra rendimento, ansia e risultato è personale e soggettiva, tuttavia esistono alcuni pro e contro obiettivi per entrambe le tipologie di prova

Ansia da prestazione

Solitamente l’esame orale, esattamente come l’interrogazione, suscita maggiore ansia poiché rappresenta un confronto diretto fra lo studente e il docente. Inoltre, spesso gli esami orali sono ascoltati dagli altri studenti che prestano molta attenzione proprio per capire quali domande e quali argomenti vengono richiesti dal docente. Questi elementi potrebbero dunque aumentare l’ansia, soprattutto se si è timidi e si ha paura di fare brutte figure e di mostrarsi impreparati su qualche argomento. 
Nell’esame scritto invece si è di fronte al solo foglio, senza alcun uditorio e giudizio immediato, quindi il carico di ansia di solito è inferiore. 

Arte dell’improvvisazione

Durante un esame può capitare di non conoscere la risposta di una o più domande o di non saper svolgere qualche esercizio. Cosa fare allora? Quando non si padroneggia la materia o un suo particolare tema, l’esame orale potrebbe aiutare a imbastire la risposta, ad esempio mescolando più argomenti affini e cercando di incanalare il discorso verso quelli in cui si è più preparati. Insomma, prima di fare scena muta, la maggior parte degli studenti tenta di aggirare l’ostacolo e spesso riesce anche nell’intento. 
In un esame scritto invece lo sforzo di eludere la risposta risulta molto più complicato poiché è più semplice per il docente accorgersi della mancata risposta alla domanda concreta. Prima di consegnare il foglio in bianco comunque, è sempre meglio tentare la strada dell’improvvisazione!

I tempi di attesa

Per gli studenti più ansiosi l’attesa per svolgere l’esame orale potrebbe essere davvero estenuante. In base alle prenotazioni infatti può capitare di dover aspettare molte ore o addirittura il docente può suddividere tutti i prenotati in gruppi da valutare in più giorni. L’ordine con cui il docente procede inoltre può variare ogni volta poiché è a sua discrezione: può infatti estrarre una lettera di inizio, oppure può considerare l’ordine alfabetico o l’ordine di prenotazione. Per tutti questi motivi, l’esame orale può essere una vera incognita!
I tempi di attesa dell’esame scritto invece sono minimi poiché il docente deve solo fare l’appello e far sedere i candidati. 

La durata dell’esame

Quanto dura un esame? Solitamente gli scritti sono più lunghi dell’orale, poiché durano circa due ore. La tempistica non è comunque assoluta poiché la durata è stabilita dal docente in base alla tipologia di prova (tema, domande aperte, quiz a crocette, esercizi).
Gli esami orali invece hanno una durata media dai trenta ai sessanta minuti, in base al tipo di insegnamento e al numero di crediti che si devono ottenere.
L’agonia dell’esame quindi è più lunga negli scritti!

La cura del linguaggio

Anche se il linguaggio in tutti i tipi di esame dovrebbe sempre essere curato il più possibile, negli scritti la padronanza linguistica ha un peso maggioritario fino a divenire parte integrante della valutazione. 
Anche negli orali l’uso della lingua è importante, ma spesso i docenti sono più propensi a sorvolare sulle imprecisioni o su qualche scivolone più vicino all’uso comune. Insomma, anche se la cura dell’esposizione è importante in entrambi i casi, nello scritto le imprecisioni lessicali e sintattiche risaltano sicuramente di più.

Paura delle figuracce

Gli studenti più ansiosi e timidi generalmente preferiscono le prove scritte perché non hanno il peso del giudizio degli altri. In uno scritto infatti si è soli con il proprio foglio e non si ha la paura di fare qualche brutta figuraccia. Insomma, una risposta scritta sbagliata o un foglio consegnato in bianco sono emotivamente più semplici da sopportare rispetto alla scena muta o alle possibili figuracce durante l’orale.
La paura di una bocciatura, di un voto troppo basso o di una figuraccia sono quindi decisamente attenuate negli scritti.

L’attesa dei voti

Per quel che riguarda il tempo di attesa dei voti, l’orale risulta ottimale rispetto allo scritto poiché, a differenza di quest’ultimo, è immediato. Non appena terminata la prova orale infatti, il docente assegna subito un voto e, se accettato, lo scrive sul libretto per ufficializzarlo. Per gli scritti invece la situazione è completamente diversa non solo perché i tempi di correzione di un compito sono di per sé più lunghi ma anche perché il docente pubblica i risultati una volta terminate le correzioni di tutti i singoli compiti.
Per conoscere l’esito degli scritti quindi bisogna armarsi di un po’ più di pazienza!

Esame scritto o orale? Gli appunti migliori fanno la differenza!

Che ti aspetti un esame scritto o un esame orale, avere ottimi appunti e schemi presi a lezione su cui studiare faciliteranno il lavoro e renderanno lo studio molto più fluido. Ti sei perso qualche lezione durante questo semestre e ti servono appunti per il prossimo esame?
Non devi far altro che cercare gli appunti per il tuo corso , quelli presi a lezione da altri studenti che hanno seguito le stesse lezioni, con lo stesso insegnante, nella tua stessa università. Esistono diversi motori di ricerca appositamente pensati per soddisfare le richieste specifiche degli studenti, sarà possibile infatti non solo cercare il nome dell’insegnamento ma affinare la ricerca specificando anche l’università di interesse. In questo modo, il motore restituirà gli appunti che coincidono con i filtri assegnati, specificando su ciascun file presente nel database anche il nome del docente di riferimento, in modo da rendere la ricerca più precisa ed utile possibile senza il rischio di dispersione.

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