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Somministrato negli Stati Uniti, in Canada e in Israele, il vaccino di Moderna è stato sviluppato in collaborazione con il “National Institute of Allergy and Infectious Diseases” (NIAID). Dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco del secondo vaccino anti-Covid-19, arriva in Italia.

Tra le principali caratteristiche che accomunano i due farmaci innovativi vi è l’utilizzo di una base di RNA, tecnologia formulata per contrastare la Sars e la Mers.

“Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento”

Il vaccino di Moderna dovrebbe proteggere contro il Coronavirus fino a due anni. E’ quanto ha riferito l’amministratore delegato dell’azienda produttrice del farmaco, precisando tuttavia che servono altri dati per una valutazione definitiva sulla durata.

“Lo scenario da incubo descritto dai media in primavera sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è escluso”, ha detto l’ad di Moderna, Stéphane Bancel, secondo quanto riportato dal Guardian. “Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento e quindi riteniamo che la protezione possa durare un paio d’anni“.

In Italia, l’arrivo delle dosi del siero Moderna è previsto già dalla prossima settimana

Complessivamente, nei prossimi tre mesi, giungeranno in Italia 1 milione e 300mila dosi, con cadenza settimanale: 100mila a gennaio, 600mila a febbraio e 600mila a marzo. Con l’arrivo delle dosi di Moderna partirà il meccanismo di distribuzione nazionale del vaccino, a cura della Difesa. Il Piano prevede lo stoccaggio delle dosi di Moderna nell’hub nazionale di Pratica di Mare e il trasporto nei vari centri di somministrazione con i mezzi militari.

Il vaccino Pfizer Biontech continuerà ad essere consegnato, invece, dalla casa farmaceutica come stabilito.

Qual è la differenza tra i due vaccini:

«Entrambi i vaccini hanno come componente principale l’mRNA 

(RNA messaggero) incapsulato in liposomi (nanoparticelle di grasso) ed entrambi hanno lo stesso meccanismo di azione.

L’mRNA: è stato prodotto in laboratorio (senza utilizzare cellule animali, batteri o virus). Mediante trascrizione in vitro dal corrispondente DNA stampo, che codifica per la proteina virale spike di SARS-CoV-2.

liposomi cono costituiti da molecole di grasso fra cui il colesterolo e il polietilenglicole. Grazie a tali particelle di grasso l’mRNA viene protetto dalla degradazione e può penetrare all’interno delle cellule umane.

– spiega Antonio Cascio, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Giaccone” e docente di Malattie Infettive all’Università di Palermo

È presente pure uno zucchero, il saccarosio, che impedisce alle molecole di grasso di aggregarsi fra loro e alcuni sali (potassio cloruro, potassio di idrogeno fosfato, sodio cloruro, fosfato disodico diidrato in quello Pfizer, e tromethamina, tromethamine cloridrato, acido acetico, sodio acetato in quello Moderna) necessari a mantenere il pH (grado di acidità) uguale a quello del nostro corpo.

Entrambi i vaccini non contengono proteine dell’uovo (presenti in altri vaccini) né cellule né batteri, né virus, né porzioni di virus e non sono stati ottenuti utilizzando colture cellulari. 

L’efficacia e la tollerabilità dei due vaccini è pressoché identica e lo stesso dicasi per quanto riguarda i possibili effetti collaterali».

Tra le differenze spicca invece la modalità di conservazione:

«Grazie alla diversa composizione dei liposomi, il vaccino di Moderna non ha bisogno di essere conservato a temperature super fredde, come quello di Pfizer che deve essere conservato a – 75 °C circa. Può essere messo in frigorifero solo fino a cinque giorni prima della scadenza.

Importantissimo quindi il mantenimento della “catena del freddo”, incluso l’acquisizione di costosi congelatori e molto ghiaccio secco.

La preparazione poi delle singole dosi è una procedura che necessita di attenzione – precisa ancora Cascio -.

Al contrario, il vaccino di Moderna può essere conservato a circa -20°C o alla temperatura di un congelatore domestico. Quindi anche in frigorifero 30 giorni prima della scadenza.

Pertanto è più semplice e gestibile

Queste differenze suggeriscono che il vaccino di Pfizer, potrà essere utilizzato maggiormente nelle principali istituzioni con infrastrutture consolidate come gli ospedali. Mentre quello di Moderna potrà essere più utile per strutture più piccole come le farmacie o gli studi del medico di famiglia».

«Inoltre- aggiunge il professore- il vaccino di Moderna viene somministrato in due dosi da 100 microgrammi a 28 giorni di distanza. Il vaccino di Pfizer viene somministrato in due dosi da 30 microgrammi a 21 giorni di distanza. 

La protezione si avrà a distanza rispettivamente di almeno 7 giorni e 14 dalla seconda dose per i vaccini Pfizer e Moderna».

Entrambi i vaccini si sono rivelati efficaci nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 nel 95% dei casi circa, ma il vaccino Moderna riesce ad inibire ogni forma grave della malattia con un’efficacia del 100%.

«Moderna è stato approvato per essere utilizzato nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. Mentre il vaccino Pfizer è usato anche per le persone di età pari o superiore a 16 anni» conclude Antonio Cascio.

L’ultima differenza importante è relativa al prezzo dei due farmaci

Infatti, andiamo dai 31 euro a dose del vaccino Moderna ai 17 euro per ogni dose di vaccino Pfizer.

Quest’ultimo sembrerebbe quindi a prima vista più economico, ma in realtà molto verrà risparmiato sul fronte della conservazione e del trasporto.

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