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Dal 18 marzo è disponibile “Io non ci sto”, il nuovo libro di Natale Giunta edito da RaiLibri. La biografia romanzata del celebre chef palermitano è scritta a quattro mani. Da Natale Giunta in persona e dalla giornalista Angelica Amodei.

Attraverso questo libro lo chef Natale Giunta ripercorre il filo della sua vita. Tutta all’insegna del Made in Palermo e un amore sconfinato per il capoluogo siciliano, a partire da quando aveva 21 anni e si è avvicinato al mondo della cucina. Per poi passare alla sua lotta contro le mafie e il pizzo, che ha portato ad intimidazioni e minacce nei suoi confronti e nei confronti dei suoi colleghi e stretti collaboratori.

“Io dovevo fare il mio dovere. Non volevo avere paura. Ma avevo paura. Per la prima volta nella mia vita. “Vedrai che tra poco cambierai idea”, mi avevano detto quella maledetta mattina. Mai, neanche per un solo istante, ho pensato di farlo”, così dichiara Natale Giunta in merito alla sua lotta contro la mafia. Tema che sarà ampiamente trattato anche nel libro appena uscito.

Il libro di Natale Giunta

Nell’autobiografia si tratterà anche il suo presente: tra partecipazioni in molti programmi Rai, come La Prova del Cuoco e Detto Fatto, fino al difficile periodo della pandemia, in cui Giunta si è fatto portavoce di molti commercianti.

È stato lo stesso chef palermitano a rimboccarsi le maniche e a cucinare affinché tutti i suoi sogni costruiti negli anni non venissero frantumati dal virus. Ha cucinato cibi d’asporto nei mesi difficili di lockdown. Per cercare di non licenziare nessuno dei suoi collaboratori.

La settimana scorsa, invece, è sceso in piazza, vicino al Teatro Massimo di Palermo, per portare il grido dei commercianti che non ce la fanno più e che hanno bisogno di aiuto urgente. Adesso chef Giunta si butterà in un’avventura letteraria, che si va ad aggiungere ai libri di cucina già scritti precedentemente.

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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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