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Pubblicato in Gazzetta ufficiale e in vigore già da oggi il decreto legge con le nuove misure anti contagio da Covid-19 per il periodo natalizio.
Rispetto alla bozza del testo entrata in consiglio dei ministri, è stato aggiunto in extremis un articolo relativo ai ristori immediati per bar e ristoranti.

Il provvedimento Ecco il testo integrale.

SPOSTAMENTI

L’Italia sarà rossa per tutti i festivi e prefestivi fino alla Befana, con i negozi, i bar e i ristoranti chiusi e il divieto di uscire da casa propria se non per motivi di lavoro e salute.

Nel provvedimento c’è la deroga per i piccoli comuni: durante le giornate in cui l’Italia sarà arancione (28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 ) ci si potrà spostare da quelli sotto i 5mila abitanti, ma ad una distanza massima di 30 chilometri e comunque non per andare nei capoluoghi di provincia.

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E poi c’è la deroga per i due commensali non conviventi, fortemente voluta dal premier Giuseppe Conte, che era con Italia Viva per un intervento molto più morbido. In sostanza due persone, con figli sotto i 14 anni o con disabili non autosufficienti, potranno spostarsi ma con vincoli.

Nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale viene spiegato nel dettaglio:

“Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Lo conferma il testo del dl Covid pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Si tratta di una deroga, come ha rivendicato il presidente del Consiglio, “pensata per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”.

RISTORI

Il nuovo decreto legge Covid prevede lo stanziamento di 645 milioni di euro da destinare al ristoro immediato delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che vedranno un calo del fatturato a causa delle misure disposte a tutela della salute.

Queste attività riceveranno un contributo pari a quello già ottenuto in seguito all’approvazione del cosiddetto ‘decreto rilancio’, decreto legge 19 maggio 2020, n. 34.

Ma ecco nel dettaglio a chi spettano i ristori:

“E’ riconosciuto un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni di euro per l’anno 2020 e di 190 milioni di euro per l’anno 2021” ai ristoranti, bar e mense che abbiano subito danni dalle norme anti Covid.

Il contributo viene dato a chi abbia già goduto da quello disposto dal decreto rilancio e non può essere superiore a euro 150.000.


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