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Hanno preso avvio questa mattina, nell’Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, i lavori della seconda Conferenza nell’ambito della Rete Operativa Antimafia @ON. Il tema: “Il contrasto alle organizzazioni criminali di altro livello e mafia stile – Sfide per le forze di polizia e le autorità giudiziarie”.

Rete operativa antimafia: il bilancio

Quattro latitanti catturati, 283 criminali arrestati, 10 milioni di euro sequestrati più ingenti quantitativi di droga, 52 indagini transnazionali con 649 investigatori dispiegati nei vari Stati. È questo il bilancio del progetto Onnet di finanziamento della Rete operativa antimafia, presentato questa mattina a Palermo nel corso della seconda Conferenza operativa.

Rete operativa antimafia: cos’è?

La Rete operativa antimafia – @ON è stata istituita, su input della Dia, nel dicembre 2014 con l’obiettivo di migliorare la cooperazione e la comunicazione tra le autorità di polizia degli Stati membri dell’UE. A farne parte, 27 forze di polizia in rappresentanza di 22 Paesi. L’Italia, oltre che dalla Direzione Investigativa antimafia, è rappresentata dalla polizia di Stato, dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo della Guardia di Finanza.


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Obiettivi e finanziamenti

Lo scopo della Rete è quello di rafforzare la cooperazione transnazionale nel contrasto dei principali gruppi della criminalità organizzata. A tal proposito, la Dia ha predisposto un nuovo progetto di finanziamento europeo della Rete, pari a 2 milioni di euro, ed attualmente al vaglio della Commissione Europea. L’obiettivo è quello di sostenere le attività info-investigative dei Paesi partner per ulteriori due anni, a decorrere dall’anno prossimo.

“Comunicare con immediatezza”

Per contrastare efficacemente le mafie è necessario organizzare tutte le informazioni in un grande armadio digitale che possa essere condiviso da tutti i Paesi dell’Europa”, ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. “Se il sistema criminale comunica con immediatezza, forze di polizia e organi giudiziari devono fare le stesso (…) Le forze di polizia devono condividere tempestivamente le informazioni con gli altri paesi, superando rigidi formalismi e arrivando a una condivisione effettiva”.

I partecipanti

Alla conferenza di Palermo hanno partecipato: il capo della Polizia Lamberto Giannini, il procuratore Capo della Procura europea Laura Codrua Kövesi, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale Teo Luzi, il comandante generale della Guardia di Finanza general. Giuseppe Zafarana, oltre ai rappresentanti delle istituzioni ed agenzie Europee e delle forze di Polizia italiane e straniere.

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Laureata in Giurisprudenza a Palermo con una tesi di diritto penale, non ho mai abbandonato la mia passione per la scrittura. Curiosa ed ambiziosa, cerco di rinnovarmi continuamente.

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